Cancellare i nostri dati dal web?
Ora si può con JustDeleteMe

di Francesco Bellu

SASSARI. Ormai è una cosa quasi automatica: ci si iscrive ad un sito o un servizio online lasciando i propri dati personali come nome, indirizzo mail, password. Vuoi per utilità, vuoi per cose decisamente più leggere. A volte però capita di dimenticarcene e di non entrare più in quelle piattaforme per settimane, mesi, a volte anni. Magari perché non ci servono più, ma il nostro account rimane lì con tutti i rischi che questo comporta. Perché il sito può essere ceduto a terzi e le informazioni inserite, se non sono state adeguatamente, protette possono finire nelle agenzie di marketing o, nel peggiore delle ipotesi, in mano a spammer. Cancellare le nostre tracce sul web diventa così fondamentale, soprattutto se si pensa che la legge da questo punto vista brancola ancora nel buio, quindi meglio tutelarsi da sé. Ma in che modo? La risposta arriva da "JustDeleteMe", un sito che in pochi passaggi permette di cestinare i nostri dati e fare finalmente un po' di pulizia digitale.

Il programma è stato inventato da Robb Lewis, uno studente inglese di tecnologie del web all'Università di Portsmouth, ed è piuttosto semplice da utilizzare. Bastano pochi click di mouse e i vari nomi, nickname, mail, numeri di telefono vengono mano a mano cancellati passo dopo passo. Sulla pagina compaiono 180 piattaforme più utilizzate: da Adobe a eBay, da Amazon a Facebook, da Tumblr a Skype; ognuna è contrassegnata da un colore in base alla difficoltà di potersi tirare fuori. Si va dal verde - facile - al nero, in cui è praticamente impossibile, passando per il giallo e il rosso. Delle brevi informazioni spiegano poi le situazioni più complesse come una sorta di piccolo manuale di aiuto.

Il fatto che "JustDeleteMe" si stia espandendo velocemente è il segnale di come la questione di quello che viene chiamato "oblio digitale" e della tutela delle informazioni riservate sia sempre più impellente. Così come si fa sempre più urgente che questi aspetti vengano regolamentati da una normativa seria a livello europeo. Ma sino ad ora la Commissione Europea preferisce non impegnarsi più di tanto, sussisterebbero "divergenze nell'applicazione da parte degli Stati membri della direttiva relativa alla protezione dei dati personali", dicono a Bruxelles. Così mentre l'Ue fa quello che gli riesce meglio: parlare, parlare e parlare senza però arrivare ad una decisione concreta, ognuno si arrangia come può.

 

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