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"Il Vinitaly è stato un disastro. Non so se l'anno prossimo tornerò a Verona"

di Valentina Guido
Un momento del Vinitaly 2010 (foto: Per gentile concessione di Piero Careddu)
Un momento del Vinitaly 2010 (foto: Per gentile concessione di Piero Careddu)

SASSARI. Annamaria Delitala non conosce mezze misure: è stato un Vinitaly da dimenticare per la sua cantina algherese Antonella Ledà D'Ittiri. Era a Verona per il quarto anno consecutivo, ma giura che se il prossimo anno le cose non dovessero cambiare, lei non ci sarà. “Prima di tutto lo spazio era lo stesso per un numero maggiore di espositori, ma questo posso capirlo, non mi lamento. Il problema era la qualità dello stand della Regione Sardegna e la posizione, decisamente penalizzante, assegnata ad alcuni produttori”. E' un fiume in piena Annamaria Delitala che ha un diavolo per capello e annuncia di voler mandare una “letteraccia” alla Regione, dopo averla spedita ai colleghi produttori che vorranno controfirmarla. “Mi hanno messa, assieme a qualche altro sfortunato, in un corridoio dimenticato da tutti che portava al bagno: ho passato tutto il Vinitaly a dare indicazioni per la toilette! Ho perso una settimana di lavoro, non ho guadagnato un solo contatto in più e anzi, ho perso due appuntamenti presi in precedenza perché i buyer non hanno trovato il mio stand”. E poi, continua Delitala, il problema non era solo suo: Chessa di Usini, Rigatteri di Alghero e Gabbas di Nuoro “sono finiti nella terra di nessuno, uno spazio tra la Basilicata e la Sardegna e nessuno capiva che si trattava di aziende sarde”.

Le accuse continuano: “Gli stand erano posizionati male, mentre gli altri anni, uno di fronte all'altro, andavano meglio. I tavoli sembravano riciclati da qualche bar, troppo piccoli, troppo bassi e con le cingomme attaccate sotto! Le sedie non ci bastavano e le abbiamo dovute comprare da Ikea”. Per una cantina piccola come Antonella Ledà d'Ittiri uno stand autonomo costa uno sproposito; per questo, dietro il pagamento di mille euro, va a Verona sempre con la Regione. “Noi piccoli dobbiamo stare tutti uniti e attaccati allo scoglio della Regione che deve promuoverci e darci visibilità”. Ma quest'anno è andata male, almeno per lei: Tenute Dettori la pensa diversamente.

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