Operativo il decreto anti lingua blu
Usai (Izs): "Dobbiamo fare squadra"

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
 (foto: Addetto stampa Istituto Zooprofilattico della Sardegna)
(foto: Addetto stampa Istituto Zooprofilattico della Sardegna)

SASSARI. La Regione cerca di arginare l'epidemia di lingua blu scoppiata nei giorni scorsi in tutta l'Isola - e in particolare anche nella Nurra - che sta avendo effetti devastanti sugli allevamenti ovini. Stamani, l'assessore regionale alla Sanità Simona De Francisci ha infatti firmato il nuovo decreto per contrastare in maniera più efficace il virus della blue tongue. Il via libera al testo è arrivato dopo le verifiche operate d'intesa con tutti gli Enti e i soggetti interessati: il ministero della Salute, i servizi veterinari delle Asl e l’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Due i principali obiettivi della campagna vaccinale obbligatoria prevista nel decreto: proteggere il patrimonio ovino isolano dai danni derivanti dalla circolazione del virus e consentire la movimentazione intraregionale ed extraregionale anche dei bovini o degli animali delle specie recettive alla febbre catarrale degli ovini. La nuova strategia di vaccinazione per la campagna in corso prevede il ricorso alla profilassi vaccinale negli allevamenti ovini oltre i 4 km del buffer attorno ai focolai e inoltre in tutti gli ovini di età maggiore ai 3 mesi che non manifestano sintomatologia clinica, appartenenti alle aziende confinanti con quelle sede di focolaio, tenendo conto della situazione orografica e della presenza di corsi d’acqua, in particolare nelle province interessate dall'epidemia 2012. Non sono previsti effetti collaterali negli animali sottoposti a vaccinazione, visto che si tratta di vaccini spenti. Per quanto riguarda la profilassi diretta (lotta all’insetto vettore e smaltimento carcasse), è prevista la distribuzione agli allevatori di particolari repellenti per ovini (Butox). Inoltre, gli allevatori dovranno attuare tutte le azioni per migliorare la biosicurezza degli edifici e dei locali di ricovero degli animali.

Tra le novità del provvedimento, l’aver già incluso la strategia per l’acquisto delle dosi di vaccino per la campagna 2014, in modo tale da partire con le prime vaccinazioni con un sensibile anticipo rispetto al 2013, si stima già ai primi mesi del 2014. Inoltre, spetterà agli enti locali svolgere, per la parte di competenza, le attività di controllo e prevenzione sull’insetto vettore. A carico dei Comuni sono anche le operazioni di smaltimento delle carcasse degli animali morti e abbattuti per la malattia. Per quanto riguarda invece la movimentazione extraregionale, il 6 settembre il ministero della Salute ha predisposto un protocollo nazionale che vale per autorizzare lo scambio tra le regioni degli animali vaccinati (bovini in particolare). Il decreto specifica anche che gli allevatori debbano offrire la massima collaborazione per lo svolgimento delle operazioni di profilassi e coloro che si sottrarranno alle disposizioni del Piano di vaccinazione non potranno usufruire degli indennizzi.

“È un decreto importante – ha dichiarato De Francisci – perché integra e rafforza le precedenti disposizioni, prevedendo tra le altre norme l’anticipazione della campagna vaccinale 2014. Si tratta di un vaccino spento, dunque con nessun effetto collaterale e assieme a una corretta profilassi è l’unica arma per combattere la malattia”. "Il ricorso a un vaccino spento – ha aggiunto il direttore dello Zooprofilattico Usai – si è reso necessario per evitare gli effetti collaterali del passato e per andare incontro alle richieste degli allevatori. I sierotipi della Blue tongue sono oltre 20, perciò il vaccino da solo non basta, anche se resta uno strumento indispensabile. Quindi insieme alla profilassi sanitaria dobbiamo fare squadra con gli allevatori e fare la guerra all'insetto vettore della malattia”, ha aggiunto Usai.

Riguardo agli indennizzi agli allevatori, l'assessore Cherchi ha illustrato i contenuti della legge appena approvata in Consiglio regionale, che destina 18,5 milioni di euro all'emergenza: “Tra le novità più significative vi è il coinvolgimento degli enti locali, ai quali verranno trasferite le risorse per velocizzare i tempi di erogazione delle somme necessarie a ristabilire il patrimonio zootecnico compromesso direttamente dalla Blue Tongue. Inoltre una parte consistente dei fondi sarà destinata alla prevenzione e alla ricerca”. Cherchi ha poi chiarito che con questo provvedimento non sono previsti indennizzi per gli abbattimenti.

I focolai di blue tongue registrati dal Centro di Sorveglianza Epidemiologica dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna sino a ieri 11 settembre sono 3.081. I casi di malattia confermati sono 1.092 mentre i sospetti sono 1.989 per un fenomeno che interessa più di 3mila aziende isolane. Gli ovini contagiati sono 74mila circa, con una mortalità che non supera l’uno per cento sul totale dei capi coinvolti (900mila: cioè la somma di tutti gli animali presenti nelle aziende interessate dalla lingua blu). Le province più colpite restano quelle di Nuoro (739 focolai), Oristano (747) e Sassari (574). Stabili i numeri di Lanusei: 115 focolai.

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