Da piazza del Comune a Wolfsburg
La storia di due emigrati sassaresi

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
 (foto: Presa Diretta/Rai 3)
(foto: Presa Diretta/Rai 3)

SASSARI. Due valige, tre mila euro in tasca, un biglietto, i figli che rimangono a casa. La storia di Amanda e Fabio Piras ha molti punti in comune con quella di migliaia di migranti che seguono la rotta degli schiavi, quella intrapresa dagli africani per arrivare alla Libia nella speranza di approdare, poi, a Lampedusa. Ma il deserto del Tenéré, gli scafisti, i centri di permanenza temporanea, questa volta, non c'entrano nulla. Perché il viaggio di Fabio e Amanda non è iniziato in uno sperduto paese del continente nero, ma a Sassari. La storia di questi due giovani è stata raccontata lunedì nel programma televisivo di approfondimento giornalistico Presa Diretta. Il cronista Riccardo Iacona era andato a trovarli a Wolfsburg, in Germania, in estate, per raccogliere anche la loro testimonianza e aggiungere una tessera al lungo puzzle della puntata intitolata "Basta con l'austerity" in cui racconta di un'Italia che va in pezzi sotto i colpi della disoccupazione e della crisi economica. Fabio e Amanda sino a poco tempo fa gestivano un bar situato in pieno centro storico, in piazza del Comune: il bar Ducale. Punto di ritrovo, spesso e volentieri, dei politici sassaresi poiché si trova a una decina di metri da Palazzo Ducale, sede dell'amministrazione comunale. I due giovani hanno raccontato a Iacona di aver aperto nel marzo del 2010, ma l'avvenutura imprenditoriale si è conclusa in appena tre anni. "Il guadagno non solo si è dimezzato dopo il primo anno - ha spiegato Amanda - ma è sceso anche a un terzo". Le mazzate delle tasse, poi, hanno fatto il resto. Almeno sino alla decisione di abbandonare Sassari, la Sardegna e l'Italia.

A marzo del 2013 hanno fatto il pieno di coraggio e sono partiti per Wolfsburg con giusto il necessario per sopravvivere per qualche settimana. "Sono sbarcati alla stazione con il dizionario in mano, senza neanche parlare una parola di tedesco e senza conoscere nessuno - scrive la redazione di Presa Diretta - e dopo solo tre settimane hanno trovato lavoro tutti e due, lei nella cucina di un’albergo, lui come edile". L'unico problema: le tre figlie, una di 19 anni, una di nove e la più piccola, di due, rimaste a Sassari dai nonni. La nostalgia, ovviamente, è stata tanta. "Usiamo skype - hanno detto a Iacona seduti al tavolo di una piazza della cittadina tedesca - ma abbiamo anche attraversato dei momenti di crisi". La voglia di mollare tutto e tornare a Sassari per vedere le figlie, hanno ammesso, c'era. Ma hanno resistito. Tanto che Iacona è poi tornato nuovamente a trovarli per documentare il lieto fine: il 3 luglio, infatti, i genitori di Fabio, Angelica e Giovanni, li hanno raggiunti insieme alle piccole Andrea e Sofia. La figlia più grande, ormai quasi ventenne, ha deciso di rimanere in Sardegna. Fabio, Amanda e le due bimbe, invece, resteranno in Germania dove hanno trovato una nuova vita, una nuova casa e anche una scuola per le piccole. "Qua non diventi ricco - ha detto Fabio ai microfoni di Iacona - ma se prendo mille euro al mese almeno do da mangiare ai miei figli".

 

 

 

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