Centro velico nell'isola dell'Asinara
Il progetto a un'equipe sassarese

di Daniele Giola
La spiaggia di Cala Sabina (foto: Laura Spanu)
La spiaggia di Cala Sabina (foto: Laura Spanu)

PORTO TORRES. E' stato vinto dal gruppo di lavoro coordinato dall’architetto Simone Solinas di Sassari il concorso per la progettazione del Centro velico nell’Isola dell’Asinara. La decisione è stata presa all’unanimità dalla commissione che ha valutato i 5 progetti in gara.

I commissari, che hanno apprezzato l’alta qualità dei progetti presentati, hanno riconosciuto la bontà di una procedura aperta, svolta in due fasi, che ha consentito di far emergere le qualità progettuali e professionali di un gruppo formato da giovani architetti internazionali distribuiti tra la Sardegna e la Spagna. Il progetto vincitore risponde alle richieste del bando di concorso, formulato dalla Conservatoria delle Coste e dal Parco dell’Asinara, per poter creare un centro velico di straordinario fascino e attrazione mediante il riutilizzo delle strutture carcerarie di Trabuccato. Con interventi discreti, di grande rispetto del valore storico degli immobili, il progetto prevede un centro velico non solo molto funzionale, ma anche dotato di una precisa identità architettonica e paesaggistica che consente di superare l’immagine cupa e severa della prigione. Oltre alle funzioni del Centro velico, per circa sessanta allievi, sono previste attività ricettive (camere d’albergo, piccoli appartamenti e ristorante) e lavorative (officine, maestri d’ascia) che arricchiscono il programma, in piena armonia con le grandi qualità paesaggistiche tutelate dal Parco dell’Asinara.

«La presentazione di elaborati progettuali apprezzati e di grande livello, rappresenta un importante risultato che testimonia, attraverso la Conservatoria delle coste, agenzia che fa capo all’assessorato regionale dell’Ambiente, l’operatività della Regione Sardegna nei confronti dell’’isola dell’Asinara. Il carattere singolare del contributo della Conservatoria è, infatti, soprattutto, legato al suo ruolo di gestione e recupero conservativo dei patrimoni di proprietà regionale», sottolinea Andrea Biancareddu, assessore regionale dell’Ambiente. Che puntualizza: «Le linee d’azione della Conservatoria delle coste descrivono una gamma di usi ed attività compatibili con le finalità istitutive del Parco, e orientate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al migliore godimento del Parco da parte dei visitatori».

«L’approccio utilizzato dalla Regione nella politica di tutela delle coste si basa sulla ricerca di una terza via che superi il concetto di sviluppo sostenibile per porre la salvaguardia del paesaggio, la tutela dell’ambiente ed il recupero del patrimonio culturale alla base di ogni forma di sviluppo locale», spiega ancora Biancareddu che afferma «anche l’esempio di un Centro velico internazionale sull’Isola dell’Asinara rappresenta un modello capace di offrire alle comunità locali l’opportunità di percepire la conservazione delle aree costiere non solo come un vincolo ma soprattutto come un’opportunità anche economica per una maggiore qualità di attività tradizionali come l’agricoltura, la pesca e il turismo».

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