ETERNIT NELLE SCUOLE - L'INCHIESTA

Tra amianto ed emergenze idriche,
al Sacro Cuore si aspettano gli operai

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Lastre, serbatoi, piccoli tetti. E anche i cosiddetti pluviali, cioè le grondaie. Le scuole della città sono ancora zeppe di amianto, la sostanza nociva capace, se inalata sotto forma di polvere, anche di causare il cancro. Il Comune di Sassari ha appena approvato un progetto definitivo dei lavori di bonifica delle scuole di proprietà dell'amministrazione. Si tratta di interventi previsti da tempo su diversi edifici scolastici cittadini. L'importo dei lavori è di 189 mila euro e serviranno per ripulire i caseggiati dalla sostanza nociva. SassariNotizie a partire da oggi e per le prossime settimane andrà a  vedere come alunni, insegnanti e dirigenti convivono con questo pericolosissimo materiale in attesa delle bonifiche.

Nella zona del Sacro Cuore, per esempio, l'amianto è presente in praticamente tutti i plessi scolastici. Nella media di via Pavese ci sono delle lastre, così come in quella che fu la materna di via Tintoretto (oggi abbandonata al suo destino e alla bontà dei puntelli che ne sostengono il solaio) mentre nella scuola elementare del Sacro Cuore, oltre a una copertura di qualche metro quadrato, ci sono anche le grondaie e cinque vecchi serbatoi per l'acqua stipati in uno stanzino situato nel sottopiano. La dirigente scolastica Nicoletta Puggioni prima di iniziare a parlare tira un respiro di sollievo: «Da poco sono venuti i responsabili della ditta che eseguirà i lavori per fare un sopralluogo, questo è già un bene perché sino a poco tempo fa a farci visita erano soltanto i tecnici del Comune». La dirigente infatti segnalava il problema dal giorno del suo arrivo: sette anni fa. Ma la coperta dei bilanci delle amministrazioni è sempre corta e taglia di qua, taglia di là, alla fine il Comune i soldi non ce li aveva mai. Nicoletta Puggioni lo sa bene perché ha la responsabilità di oltre 1200 alunni divisi tra svariate scuole e si deve barcamenare anche con i problemi legati alla sicurezza, cioè con edifici che hanno disperato bisogno di manutenzione. La scuola elementare del Sacro Cuore tutto sommato i suoi anni se li porta bene. Aule spaziose che accolgono circa 350 bambini, la luce che filtra dalle finestre, ampi corridoi. Ma anche qui c'è l'eternit. «Dalla ditta ci hanno assicurato che i lavori saranno eseguito durante il fine settimana - racconta - quindi per i bimbi non ci saranno rischi». Le operazioni, si spera, inizieranno presto. Tra tutti gli interventi, due sono i più delicati. La lastra infatti è a copertura di una tettoia di una piccola casupola situata a meno di cinque metri dal campo di calcetto della scuola, all'aria aperta. I serbatoi, invece, fanno bella mostra nello sgabuzzino: sono inservibili. E qui al danno si aggiunge la beffa, perché i problemi trascinano sempre altri problemi. «Quando manca l'acqua la situazione igienica è al limite del sopportabile - spiega Puggioni - basta pensare che qui ci sono 15 classi da venti o 25 alunni, a tempo pieno, e non nascondo che qualche volta abbiamo dovuto chiedere ai genitori di riprendere i bambini all'una e non alle 16.30». Il disagio, in pratica, è quello causato da Abbanoa ogni volta che stacca l'acqua. Quindi, quando questo accade, senza i serbatoi di riserva la scuola si trova sistematicamente ad affrontare l'emergenza con bidoni e salviette. «Per noi risolvere il problema amianto vuol dire anche risolvere l'emergenza idrica - ammette la dirigente scolastica - perché se non tolgono le vecchie cisterne non possono mettere le nuove».

Se tutto andrà bene, fanno sapere dagli uffici comunali del settore Manutenzioni, l'impresa esecutrice inizierà i lavori il 28 ottobre e ha 80 giorni per eseguirli. Dovrebbero terminare, salvo imprevisti, il 16 gennaio 2014. L'attesa, dicono da Palazzo Ducale, è dovuta dalla Asl che deve mandare il nullaosta, ma in ogni caso il Comune ha 45 giorni di tempo dal momento della firma del contratto per aprire il cantiere. Insomma, c'è sempre un forbice di tempo che potrebbe far slittare ulteriormente la rimozione dell'amianto. Anche in questo caso - nonostante di mezzo ci sia la salute di bambini e del personale - la burocrazia ha la precedenza.

 

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