Incendio in un palazzo di via Gorizia
per una fuga di gas da una bombola

Ventuno gli intossicati in maniera leggera. Numerosi e immediati i soccorsi
di Grazia Sini
Incendio in via Gorizia (foto: SassariNotizie)
Incendio in via Gorizia (foto: SassariNotizie)
SASSARI. Dopo due ore dall'esplosione le fiamme non si sono ancora spente, i camion dei Vigili del Fuoco continuano ad arrivare in via Gorizia, per portare rifornimenti di acqua e ossigeno.
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Sono le 4 e mezzo del pomeriggio quando la signora Mastino, moglie dell'avvocato, si accorge che qualcosa non va nella cucina, sul fuoco un pentolino. La bombola esplode, forse. O forse una perdita che riempie la casa di gas. Ancora non è chiara la dinamica. In breve l'appartamento al terzo piano prende fuoco: mobili, tende... Tutto è avvolto dalle fiamme. La donna, di circa 60 anni, con grande coraggio e prontezza di riflessi si mette al sicuro, corre giù per le scale.

Una vicina del palazzo di fronte sente l'esplosione, vede il fumo uscire dalla finestre e chiama i Vigili del Fuoco e le forze dell'ordine. In pochi minuti i soccorsi sono sul posto. Fanno evacuare l'intero palazzo. Le ambulanze arrivano una dopo l'altra: soccorrono ventuno persone, tra cui la padrona di casa, illesa ma sotto choc. Tra loro anche due carabinieri e tre poliziotti che hanno respirato il fumo, e sedici civili. Soltanto una donna ha rifiutato di essere portata al pronto soccorso:«Io sono asmatica, sono abituata a respirare male» si è giustificata. Chi ha avuto la peggio sono gli impiegati che lavorano in un ufficio sopra l'appartamento in fiamme: in poco tempo sono invasi dal fumo. Escono uno a uno, soccorsi dalle forze dell'ordine e dal 118: tossiscono, hanno gli occhi rossi, oltre a un grande spavento. Nessun ferito grave comunque: gli unici leggermente ustionati sono due gattini, immediatamente trasportati dal veterinario più vicino.

Tra la folla che si ammassa curiosa, spunta una figura alta, un po' nascosta nel soprabito: il sindaco Gianfranco Ganau si avvicina ai Vigili del Fuoco, si informa sull'attuale situazione, su quante persone rischiano di restare senza un tetto per la notte. Passato il pericolo, infatti, ora è il momento della conta: la Polizia municipale procede al censimento delle famiglie che abitano il palazzo. Il verdetto dei Vigili del Fuoco è chiaro: i 24 appartamenti almeno per stanotte sono inagibili. Soltanto dopo avere compiuto diversi esami si potrà dichiarare con certezza chi potrà rientrare in casa, ma ci vorrà un po' di tempo. Il Comune si farà carico di ospitare le famiglie in alberghi e altre strutture, almeno quelle che non preferiranno chiedere asilo a parenti.

Intanto le fiamme non si spengono, nell'appartamento ci sono ancora 150 gradi. È completamente distrutto, crollato anche il solaio. Gli uomini del 115 (almeno 30 uomini: tutta la Centrale operativa e molti rinforzi) devono alternarsi: troppo fumo, troppo caldo anche per loro. Oltre alla nube scura ora dal terrazzino esce anche acqua: è utilizzata dai Vigili del Fuoco per cercare di abbassare la temperatura. Soltanto quando sarà agibile, almeno per loro, potranno compiere gli esami di rito, utili per rilevare eventuali sostanze umane, anche se pare non ci siano dispersi. All'ingresso del cortile l'unico pezzo di bombola che è stato recuperato: un cerchio di metallo annerito e bruciato, a stento riconoscibile.


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