politica

Crisi in Regione, Cappellacci al bivio:
accordo sulla giunta o dimissioni

Il presidente prende 48 ore di tempo per riflettere
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Il presidente della Regione Ugo Cappellacci (foto: SassariNotizie.com)
Il presidente della Regione Ugo Cappellacci (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. La crisi politica della giunta regionale dovrà trovare una soluzione il prima possibile. È questo l'intento di Ugo Cappellacci che, dopo aver azzerato la giunta nominata all'indomani delle elezioni del 2009, ha preso 48 ore di tempo di riflessione per decidere il da farsi. Domani, o al massimo lunedì, Cappellacci presenterà dunque la sua nuova squadra di governo. Gli esponenti politici sostituiranno gran parte degli assessori tecnici, come chiesto dagli alleati, ma la ripartizione delle poltrone avverrà secondo i criteri del capo della giunta. In caso contrario, se cioè non ci dovesse essere un ampio accordo tra tutti i partiti della maggioranza intorno al nuovo esecutivo, il presidente si è detto pronto a dimettersi.

Ieri Cappellacci ha trascorso il pomeriggio a Sorso per presentare il piano da 9 milioni di euro della Regione sulla riqualificazione del litorale di Platamona. «Sono qui in un momento difficile per la politica regionale - ha ammesso il presidente - ma con la mia presenza voglio dimostrare che la politica serve per risolvere i problemi del territorio e non per creare inutili polemiche». Il riferimento è al lento logoramento politico che i partiti minori hanno finora esercitato nei suoi confronti durante i mesi estivi avanzando richieste sempre più pressanti in vista del rimpasto. Dopo mesi di trattative fallite, Cappellacci ha deciso di rompere gli indugi e di prendere direttamente in mano la situazione.

Questi giorni sono i più lunghi e i più difficili della sua storia politica a partire dal gennaio 2009, quando fu eletto con un'ampia maggioranza alla guida della Regione sconfiggendo Renato Soru. Da allora il suo mandato ha dovuto affrontare soprattutto problemi: la crisi dell'industria, l'inchiesta sull'eolico che lo vede indagato, la batosta delle provinciali e le conseguenti spaccature nel Pdl. Il difficile rapporto con i partiti minori della sua coalizione è solo l'ultimo nodo in ordine di tempo nodo che Cappellacci deve sciogliere se vuole rilanciare una nuova fase politica.


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