Occhi puntati sul capo ultrà del Varese
A Sassari sfidò i tifosi della Torres

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

SASSARI. Alto, tatuato e con la testa rasata. Chi quella sera del 17 marzo si trovava in piazzale Segni per assistere al match tra Dinamo e Varese ricorderà quel capo ultrà della squadra lombarda che aveva provocato lo scontro con i tifosi della Torres. Si tratta di Gjoni Landi, un omone di 39 anni, noto alle forze dell'ordine per alcune questioni di droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione. Da due giorni il suo volto sta facendo il giro del web grazie a un articolo pubblicato dal quotidiano on line Repubblica.it dove compare con il braccio destro sollevato davanti a un busto di Mussolini.

A Sassari, Landi, si fece notare per un duro faccia a faccia con i sostenitori rossoblù. Prima di prendere posto al PalaSerradimigni, gli Arditi - è questo il nome della tifoseria varesotta - andarono davanti all'ingresso del Vanni Sanna in attesa che i sostenitori della Torres lasciassero la curva. Lo scontro fu inevitabile. Una sessantina di persone si trovarono coinvolte in un tafferuglio durato alcune decine di minuti. Solo l'arrivo della polizia, in assetto antisommossa, sedò la rissa. In quello scontro Landi si procurò una lieve ferita alla testa  ma non l'allontanamento dal PalaSerradimigni. Per evitare nuovi problemi, infatti, le istituzioni sassaresi preferirono scortare gli Arditi nella parte alta settore D, quella riservata alla tifoseria ospite. Una scena insolita per il mondo della palla a spicchi che fu immortalata anche dalle telecamere di Rai Sport. A distanza di qualche mese quel viso compare nuovamente davanti agli occhi dei tifosi della Dinamo e degli utenti del web. Sulla pagina del quotidiano nazionale Landi c'è finito per la sua vicinanza ai gruppi di estrema destra e per un brutto pestaggio accaduto diversi anni fa. Una storia nata tra gli ultrà del Varesotto in cui un 21enne albanese fu aggredito da alcuni skinhead. In quell'occasione una decina di tifosi del gruppo di Landi finirono in manette. Una circostanza oscura sulla quale è tornata l'attenzione dei media.

 

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