ETERNIT NELLE SCUOLE - L'INCHIESTA

Amianto nelle scuole superiori:
bonifiche avviate ma i soldi non bastano

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Non solo le scuole del Comune di Sassari, anche quelle di proprietà della Provincia sono piene di eternit. L'ente governato dalla presidente Alessandra Giudici ha avviato da tempo un programma per la bonifica in diversi edifici sparsi per tutta Sassari, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. Uno dei peggiori è l'ex tecnico femminile, situato in via Solari: abbandonato ormai da anni e avvolto da una capsula di legno che limita l'erosione dell'amianto. Sino ad adesso Palazzo Sciuti ha speso poco più di tre milioni e mezzo di euro, ma non tutti sono stati usati per bonificare le scuole. «I finanziamenti erogati dalla Regione Sardegna sono stati utilizzati in parte per le bonifiche dall'amianto nei fabbricati di nostra competenza e in parte sono stati destinati ad alcuni Comuni del territorio della Provincia di Sassari, come Porto Torres, Sassari, Sennori e Sorso, nel rispetto delle priorità stabilite dall’Asl e compatibilmente con le risorse finanziarie assegnate» ha spiegato l’assessore provinciale del Patrimonio e dell’Edilizia scolastica Gaetano Ledda. E la Provincia è già intervenuta per bonificare gli edifici scolastici provinciali: dall’Istituto tecnico-agrario “Bellini”, al Liceo classico “Azuni”, dal Liceo classico “Canopoleno” all’Istituto d’arte “Figari”, dall’ex Istituto tecnico per le attività sociali “Ruju” al Liceo scientifico “Marconi”, dall’Istituto tecnico industriale “Angioy” all’Istituto professionale per il commercio e all’ex Istituto tecnico-commerciale, ossia l’attuale Itas. Il problema è che i soldi sono finiti e dunque la maggior parte degli interventi, come quello dell'ex tecnico femminile (che ora si chiama Itas ed è situato in via Porcellana) sono fermi al palo. Infatti, ha detto Ledda, perché la Provincia di Sassari possa completare gli interventi nei fabbricati censiti sul proprio territorio «è necessario che la Regione Sardegna porti avanti il programma di erogazione dei finanziamenti da destinare alla bonifica dall’amianto». Argomento, questo, oggetto anche di numerose lettere di sollecito inoltrate a Cagliari, rimaste però senza risposte.

Ecco dunque le previsioni formulate dai tecnici del settore Patrimonio della Provincia: «Il fabbisogno totale stimato è di circa 7milioni di euro per gli edifici scolastici e di 1milione e 400mila euro per la bonifica degli edifici non scolastici», ha affermato Ledda sottolineando anche una «bizzarria normativa». «I finanziamenti erogati dall’assessorato regionale dell’Ambiente non prevedono la copertura dei costi per i materiali da utilizzare in sostituzione dei manufatti contenenti amianto – ha detto l’assessore – il fatto che questi costi siano a carico di ogni amministrazione ha reso l’operazione molto più lunga e complicata, data anche la scarsità di risorse di cui dispongono gli enti locali». Quindi? «Per consentire realmente a questa amministrazione di procedere con gli interventi di bonifica, si segnala la necessità che gli assessorati regionali competenti, oltre ai finanziamenti ad hoc stabiliti dalla giunta provinciale con la deliberazione 176 del 2008, eroghino anche le risorse che consentirebbero di portare a termine il programma in atto, tenendo conto anche dei costi necessari per la bonifica integrale, la rimozione e la sostituzione dei materiali contenenti amianto», ha detto Ledda. Nel frattempo «la Provincia continuerà con gli interventi periodici d’incapsulamento e confinamento, attuando il programma semestrale di manutenzione e controllo obbligatorio per legge».

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