La protesta dei vigilanti privati
Contratti e stipendi arretrati

 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Ufficialmente il motivo della protesta è il rinnovo del contratto nazionale per i vigilanti privati, scaduto da quasi due anni, esattamente da 20 mesi. Nel dettaglio i lavoratori del nord Sardegna hanno anche altri problemi, più concreti e urgenti. E di questo il presidio, organizzato e guidato dai rappresentanti sindacali di Cigl, Cisl e Uil hanno parlato anche con il presidente della Provincia, Alessandra Giudici. Perché tra le questioni più urgenti, non solo per il Sassarese ma per l'intero Nord Sardegna e quindi anche per la provincia di Olbia-Tempio, ci sono i pagamenti arretrati anche da parte, e soprattutto, delle pubbliche amministrazioni. Spiega Graziano Pazzona della UilTucs (turismo e commercio): «Gli enti pubblici pagano in ritardo i servizi, anche quelli dei vigilanti privati». Non è una novità: i soldi ci sono, ma il patto di stabilità impedisce che vengano spesi, da qui i ritardi. Lo ribadisce anche il presidente della Provincia, Giudici che ricorda l'accordo promosso dall'ente con il Banco di Sardegna per fornire credito anche alle imprese.
«Una soluzione che potrebbe esser condivisa anche dalla Regione Sardegna», dice; il suo discorso si allarga, la situazione è condivisa a tanti settori e a molte aziende. «Stiamo cercando di creare un fronte comune con la Provincia di Olbia-Tempio. E vogliamo chiedere la deroga al Patto di stabilità, sulla base dello Statuto speciale della nostra isola».

I vigilanti. Lavorano per aziende e per le pubbliche amministrazioni che tagliano e che pagano in ritardo. In particolare sono due i casi, la Polsarda che lavora tra Olbia e Sassari, che conta 250 guardie. E poi c'è l'azienda, Il vigile, per cui lavorano 34 persone, in cassa intregrazione straordinaria a rotazione. Questo è il bollettino stilato da Graziano Pazzola della UilTucs: «Il loro caso è emblematico e paradossale: non hanno nemmeno il contratto nazionale, e pensare che siamo qui per chiederne anche il rinnovo». I vigilanti di Polsarda lavorano per la Asl, presidiano gli ospedali e le guardie mediche a Sassari, a Olbia invece si occupano dell'aeroporto Costa Smeralda, a Porto Torres gli impianti petrolchimici. Ebbene, proprio loro, spiega Pazzola: «Hanno gli stipendi arretrati, l'Asl non paga, ritarda perché la Regione non paga. Insieme alla Provincia stiamo portando avanti il progetto per il credito con il Banco di Sardegna. Per ora viene ceduta una quota mensile ma che non basta a pagare tutti». Le adesioni all'accordo da parte delle aziende arrivano a rilento anche perché, sottolinea Pazzola: «Non sono chiare le condizioni e, in particolare, gli interessi».


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