Master&back, la trattenuta sulle borse di studio è legittima o no?

Nuovo dibattito sul programma di alta formazione della Regione Sardegna
di Valentina Guido
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Le borse di studio del programma di alta formazione Master & Back fanno ancora discutere. Dopo il ritardo di mesi che ha tenuto sulle spine decine di laureati sardi, ora il dubbio riguarda l'erogazione delle borse di studio che non vengono corrisposte integralmente: gli importi dei finanziamenti vanno accreditati per intero ai beneficiari, oppure è legittimo applicare una trattenuta? Per l'Agenzia regionale per il lavoro è legittimo, dal momento che "beneficiario" deve essere considerato non il singolo laureato che ha accesso al programma, ma l'Agenzia regionale stessa.

I parlamentari sardi Giulio Calvisi, Guido Melis, Antonello Soro, Paolo Fadda, Caterina Pes, Siro Marrocu, Amalia Schirru, Arturo Parisi ritengono che non sia opportuno, e hanno rivolto un'interrogazione alla commissione parlamentare competente. In primo piano, fanno notare che «l'art. 80 del Regolamento C.E. n° 1083/2006 del Consiglio dell'11.7.2006, c.d. principio dell'integrità del contributo, stabilisce che i beneficiari di contributi europei ricevano l'importo totale del contributo pubblico senza nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari». Dopo aver citato una sentenza del 2007 della Corte di giustizia europea, i parlamentari chiedono «come intenda il Ministro garantire, nei riguardi dei contributi in oggetto, nei limiti della somma corrispondente alla quota a carico del Fondo Sociale Europeo, pari al 50 per cento dell'ammontare corrisposto, l’inapplicazione della ritenuta prevista ai sensi dell'art. 24 del D.P.R. n.600/1973 e l’esclusione dalla base imponibile per il conseguente assoggettamento ad imposizione progressiva in base alle disposizioni del TUIR 917/86 della quota corrispondente al 50 per cento del contributo a carico del Fondo sociale europeo».


La Regione Sardegna: non c'è contraddizione. Oggi l'Agenzia regionale per il lavoro ha inviato una nota per spiegare che non c'è contraddizione tra il Regolamento citato dagli onorevoli sardi e le trattenute che vengono applicate alle borse di studio: secondo la Regione Sardegna, beneficiario è «l’operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell’avvio o dell’avvio e dell’attuazione delle operazioni, ovvero le imprese pubbliche e private che realizzano un singolo progetto e ricevono l’aiuto pubblico. Appare quindi chiaro che, nel caso di operazioni a titolarità regionale, come il caso del Master and Back, deve considerarsi beneficiario l’Agenzia regionale per il lavoro, alla quale, infatti, i fondi vengono trasferiti dall’Autorità di Gestione del POR FSE 2007/2013 integralmente, vale a dire senza che sia operata alcuna ritenuta o trattenuta».

Di seguito, i testi integrale dell'interrogazione parlamentare e la risposta della Regione Sardegna.

Interrogazione a risposta orale in commissione Al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere – premesso che:

centinaia di giovani ragazzi sardi hanno beneficiato negli anni passati e continuano a beneficiare dei finanziamenti relativi al programma "Master & Back" e al bando "Giovani Ricercatori", gestiti rispettivamente dall'Agenzia Regionale per il Lavoro e dal Centro Regionale di Programmazione; entrambe le tipologie di borse di studio sono parzialmente finanziate con risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo (FSE). l'art. 80 del Regolamento C.E. n° 1083/2006 del Consiglio dell'11.7.2006, c.d. principio dell'integrità del contributo, stabilisce che i beneficiari di contributi europei ricevano l'importo totale del contributo pubblico senza nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari; all'atto della corresponsione dell'importo previsto per le citate borse di studio è stata, invece, operata una ritenuta d'acconto sulla somma erogata (in base al combinato disposto dell'art. 50 del T.U.I.R. e dell'art. 24 del D.P.R. 600/1973) calcolata sull'intero contributo anziché limitatamente alla quota di contributo a carico dello Stato o della Regione; l'articolo 2 comma 4 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 dell'11 luglio 2006, individua nel beneficiario " un operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell'avvio e dell'attuazione delle operazioni ", conseguentemente, il “beneficiario” della specifica forma di aiuto europeo risulta essere il soggetto al quale viene assegnata la borsa di studio; la partecipazione della Regione all'operazione avviene a titolo di “intermediaria” tra la Commissione europea e il beneficiario finale ai sensi del comma 6 dell’articolo 2 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 dell'11 luglio 2006, che definisce " Organismo intermedio: qualsiasi organismo o servizio pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di un'autorità di gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di questa autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni "; in relazione al principio di integrità dei pagamenti, il citato articolo 80, secondo periodo, del Regolamento (CE) n. 1083/2006, specifica ulteriormente che "Non si applica nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari "; la Corte di Giustizia, con sentenza del 25 ottobre 2007 (C 427/05), relativamente alla predetta disposizione, ha chiarito che “ il divieto delle detrazioni non può essere interpretato in modo puramente formale, nel senso di riguardare le sole detrazioni che vengono realmente effettuate al momento dei pagamenti e che, pertanto, il divieto di ogni detrazione deve necessariamente estendersi a tutti gli oneri che sono direttamente e intrinsecamente correlati alle somme versate ” -:

come intenda il Ministro garantire, nei riguardi dei contributi in oggetto, nei limiti della somma corrispondente alla quota a carico del FSE (Fondo Sociale Europeo), pari al 50% dell'ammontare corrisposto, l’inapplicazione della ritenuta prevista ai sensi dell'art. 24 del D.P.R. n.600/1973 e l’esclusione dalla base imponibile per il conseguente assoggettamento ad imposizione progressiva in base alle disposizioni del TUIR 917/86 della quota corrispondente al 50% del contributo a carico del FSE.


Risposta dell'Agenzia regionale per il lavoro:

Sulla questione della tassazione delle borse finanziate nell’ambito del Master and Back, l’Agenzia regionale per il lavoro intende ribadire quanto già precedentemente comunicato lo scorso 5 agosto, tornando sull’interpretazione del regolamento comunitario per la definizione del termine “beneficiario” e del termine “destinatario”.


In particolare, il regolamento comunitario n. 1083/2006, all’articolo 80, precisa che deve intendersi quale beneficiario “l’operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell’avvio o dell’avvio e dell’attuazione delle operazioni, ovvero le imprese pubbliche e private che realizzano un singolo progetto e ricevono l’aiuto pubblico”. Appare quindi chiaro che, nel caso di operazioni a titolarità regionale, come il caso del Master and Back, deve considerarsi beneficiario l’Agenzia regionale per il lavoro, alla quale, infatti, i fondi vengono trasferiti dall’Autorità di Gestione del POR FSE 2007/2013 integralmente, vale a dire senza che sia operata alcuna ritenuta o trattenuta.


A riprova di ciò, giunge inoltre in soccorso il Vademecum per l’Operatore, stampato dall’Autorità di Gestione POR, che precisa, appunto, che “in caso di sovvenzioni dirette ai singoli destinatari (per es. voucher di formazione o di servizio), beneficiario è l'organismo che eroga il finanziamento, ad esempio la Regione, la Provincia o altri Organismi Intermedi, visto che si tratta dell’organismo responsabile dell'avvio dell'operazione”.


In ogni caso, l’Agenzia ha voluto ricercare un’ulteriore conferma sulla correttezza dell’interpretazione data al regolamento comunitario e ha quindi posto recentemente un formale quesito interpretativo all’Autorità di Gestione proprio sulla specifica questione della tassazione delle borse di studio. Anche in questo caso è stata riaffermata la corretta interpretazione finora data dall’Agenzia, che, si ricorda, ha infatti ottenuto il positivo parere di conformità sugli avvisi pubblici 2009 del Programma Master and Back.


Si coglie infine l’occasione per precisare che, a suo tempo, era stato posto analogo quesito, sempre sull’aspetto delle modalità di tassazione delle borse, all’Agenzie delle Entrate, compresa quella regionale, che avevano confermato appieno la correttezza interpretativa data dall’Agenzia regionale del lavoro sulla questione, che – evidentemente – a tale indirizzo si deve necessariamente attenere.


Poiché apparirebbe davvero singolare che l’amministrazione dello Stato dia differenti indirizzi interpretativi su questioni simili, appare pertanto verosimile che il programma Master and Back della Regione Sardegna non possa essere parificato ad altro similare programma attuato da altre Regioni.

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