Tula, servono 600 mila euro
per ridurre il rischio idrogeologico

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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TULA. Un finanziamento di 600 mila euro. È questa la cifra che permetterebbe al comune di Tula di mettere in sicurezza il canale tombato all'interno del paese nel quale scorre il corso d'acqua - il rio Tula - che dà il nome al paese. Per questo motivo l'amministrazione del paese del Monte Acuto ha inviato una richiesta alla Regione, sottolineando come nel caso in futuro si possano verificare delle situazioni critiche, lo smaltimento delle acque sarebbe decisamente migliore. Il progetto prevede la creazione, a monte del centro abitato, di una vasta area di laminazione, nella quale le acque provenienti dalle alture abbiano la possibilità, espandendosi, di ridurre il loro impeto per permettere poi al canale di eliminarle gradatamente.

Questo lavoro in programma è solo l'ultimo di una lunga serie che, sin dai primi anni Duemila, ha coinvolto le varie amministrazioni comunali del paese. Il corso d'acqua scorre, infatti, per circa due chilometri in un canale tombato all'interno del centro abitato, questo ha portato ad una serie di azioni per ridurre non solo il rischio idrogeologico, ma anche il pericolo per gli abitanti. Già il precedente sindaco, Tomaso Cordoni, aveva realizzato due distinti interventi dal costo rispettivamente di 154 mila euro e di 937 mila euro; poi nel 2011 con l'esecutivo guidato da Andrea Becca era stato approvato il piano della protezione civile che indicava le misure da adottare in caso di fenomeni meteorologici molto intensi ed era stato divulgato tra la popolazione. Nello stesso anno, con un investimento da 150 mila euro, erano state deviate al di fuori del paese le acque provenienti dal rione Montiju, che prima confluivano nel canale tombato creando spesso allagamenti, in particolare in piazza IV Novembre. Acque che sono state convogliate verso un’area periferica, riducendo così l’apporto idrico all’interno del canale.

In aggiunta, dopo aver fatto eseguire uno studio accurato volto a determinare il reale rischio di piena gravante sul paese, il Comune aveva chiesto alla Regione l’adeguamento del Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI), che individua in tutta l’isola le zone critiche e ha effetti evidenti sul Piano Urbanistico Comunale (PUC) perché impone l’istituzione di vincoli edificatori. L’amministrazione, tuttavia, si è impegnata a ridurre il livello di rischio attraverso la realizzazione di ulteriori opere di ingegneria naturalistica, già finanziate con fondi comunali per un importo di 200 mila euro. Tutte attività che vanno a sommarsi con il monitoraggio continuo e la manutenzione ordinaria del fiume a monte del centro abitato. per evitare che in occasione di eventi particolarmente consistenti piante ed eventuale altro materiale, soprattutto ingombrante, vadano a occludere il canale.

 

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