«Vogliamo risposte dalla Regione»
Il cinema sardo si mobilita

di Francesco Bellu
 (foto: Roberto Salgo)
(foto: Roberto Salgo)

SASSARI. "Sono trascorsi oramai sei mesi da quando lei si impegnò a darci notizie riguardo le decisioni che l'assessorato avrebbe preso per il sostegno economico e il rilancio del settore audiovisivo-cinematografico. Non avendo, ad oggi, ricevuto da lei alcuna notizia, né alcuna risposta alle nostre ripetute richieste di incontro, abbiamo preso la decisione di venirle a fare visita in delegazione". Inizia così il comunicato di Moviementu, l'associazione regionale in cui sono confluiti registi, operatori e maestranze tecniche che vogliono rilanciare il cinema nell'isola e sensibilizzare il pubblico sulla politica dei tagli al settore che rischia di strangolarli. Da tempo avevano chiesto all'assessore regionale alla Cultura Sergio Milia un nuovo incontro, dopo il primo, avvenuto questa estate, ma da allora non c'è stato niente. Gli appelli sono caduti nel vuoto, così dopo una lunga attesa, hanno deciso stamattina alle 10 di andare direttamente "a casa sua" in viale Trieste a Cagliari.

"Siamo fiduciosi  - si legge ancora nella lettera - che almeno così saremo ricevuti ed avremo da lei dei ragguagli riguardo una situazione che sta diventando per noi troppo grave e che rischia di far scomparire (anzi che rilanciare, come ormai avviene dappertutto nel resto del paese) l'industria cinematografica ed audiovisiva in Sardegna. Le ricordiamo che attualmente tutto ciò che concerne il nostro settore lavorativo è in capo al suo assessorato, sotto forma di legge Cinema e di Film commission e che tutto è preda di un insostenibile e deleterio immobilismo e di un sottofinanziamento (ma è un eufemismo) per noi vergognoso e soprattutto dannoso". La nota è firmata dal presidente di Moviementu, il regista Marco Antonio Pani, il vicepresidente Carlo Dessì del Cineclub Sassari e i consiglieri: Enrico Pau (regista), Federica Matteoli (aiuto regista), Simone Contu (ispettore di produzione), Luca Melis (direttore della fotografia e produttore) e Simone Murru (macchinista).

L'associazione si pone l'obiettivo di fare in modo che chi gira in Sardegna abbia delle risorse economiche adeguate e ci sia una gestione più efficente della Film commission regionale; ma non solo. Sin dalla nascita Moviementu si è posta come obiettivo principale che il cinema in Sardegna venga articolato come un industria che possa permettere al territorio di fare economia e creare anche un indotto che coinvolga i migliaia di operatori presenti in tutta l'isola. Figure professionali preparate che, molto spesso, per poter lavorare sono costrette a fare i bagagli e ad andar via.

Dall'ultimo incontro con Milia a luglio sono state presentate quattro opere ai più importanti festival cinematografici nazionali: "L'arbitro" di Paolo Zucca a Venezia, "Capo e croce" di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni a Roma, "Tutte le storie di Piera" di Peter Marcias e il cortometraggio "La vita adesso" di Salvatore Mereu a Torino, senza contare che un altro corto di Mereu, "Transumanza" è stato presentato a Venezia all'interno dell'opera collettiva che celebrava i 70 anni della Mostra al Lido, unico sardo in compagnia di autori come Bernardo Bertolucci, Atom Egoyan, Amos Gitai, Apichatpong Weerasethakul, Abbas Kiarostami, Kim ki Duk, Monte Hellman e Walter Salles. Insomma è curioso vedere come il cinema sardo continui, nonostante le tante difficoltà, a fare film di qualità selezionati in kermesse internazionali, mentre in Regione le loro richieste cadano nel dimenticatoio più totale.

Poche settimane fa, proprio per cercare di rendere nota la complessa situazione, i membri di Moviementu hanno girato dei piccoli spot che sono stati mandati nelle sale prima dell'inizio della proiezione vera e propria. Un modo per dialogare in maniera diretta con il pubblico attraverso la forza delle immagini e anche un pizzico di ironia come accade  “In The Sardinian Sky” di Stanislao Pusceddu. Il film dura solo pochi secondi tra titoli di testa e di coda, poi in chiusura un messaggio finale “Scusate, ma i fondi erano quelli che erano”. Il resto della campagna è affidata a manifesti appesi all'ingresso di ogni sala (anche a Sassari) in cui viene spiegato in poche righe cosa è Moviementu e le ragioni della loro battaglia che, da quando è iniziata, ha raccolto ben 160 persone tra tutti gli addetti del settore. Un piccolo esercito che non ha nessuna intenzione di mollare la presa ed è pronto ad andare fino in fondo.

 


 

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