DOPO ALLUVIONE OLBIA

Olbia, Comitato "11/18" per alluvionati
"Non si abbandonino i cittadini"

di Antonella Brianda | Twitter: @antobrianda
 (foto: foto di Davide Mosca)
(foto: foto di Davide Mosca)


OLBIA. "Una sola cosa: non siete soli, anche questo mese ci stiamo muovendo in tal senso. Comitato 11/18". E' di questo che hanno bisogno le seicento famiglie di Olbia che ad oggi, dopo cinquanta giorni dall'alluvione che ha colpito l'isola e si è accanita sulla città, non possono ancora fare rientro nelle proprie abitazioni perché dichiarate inagibili. Sapere di non essere soli, di avere qualcuno a cui potersi rivolgere, qualcuno che sta tentando di trovare soluzioni, anche minime, anche apparentemente superficiali. Perché se una critica è stata mossa al sindaco della città, è proprio quella di avere, almeno nei giorni dell'alluvione, fatto sentire i propri cittadini soli e inermi davanti alla sventura. 


Continuano a correre sul web gli aiuti per gli alluvionati e in questo molto sta facendo il comitato di cittadini olbiesi che si è formato a poche ore dal passaggio del ciclone Cleopatra e che gestisce il gruppo Facebook "SegnalazioniOlbia". Qui chiunque può trovare una parola di conforto, ma non solo: lo scopo principale è quello di dare informazioni concrete a chi ha perso tutto o a chi vuole rendersi utile. E se dai Media tradizionali arrivano le notizie negative, come il fatto che il Governo pare si sia dimenticato della situazione sull'isola, sul gruppo ci si mobilita per trovare soluzioni, si scambiano opinioni e si progettano iniziative concrete e tangibili per superare, prima di tutto, l'inverno. 


Ciò che emerge dai post scritti sulla bacheca del social network è la forte, anzi fortissima, esigenza di avere un contatto diretto con le istituzioni, con le quali parlare. "Quindi, perché come buon proposito del nuovo anno, non proponiamo alla città un vero e proprio Consiglio Comunale aperto, dove tutti possono prendere la parola in modo da non parlarsi sopra ed esprimere tutti, ponendoci sullo stesso livello le proprie idee e opinioni? Che ne dite?". Chissà, magari invece che trasferire, in via del tutto esclusiva, il consiglio comunale a Roma così come si stava prospettando in questi giorni, si deciderà di stare a sentire gli olbiesi. 

 

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