VERSO LE ELEZIONI

Mario Bruno: «Non mi ricandido,
la Regione ha bisogno di volti nuovi»

 (foto: Facebook)
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ALGHERO. “La parola candidato vuol dire essere senza macchia e un indagato non necessariamente ha una macchia, ma per come la vedo io presentarsi con un piccolo sospetto non è corretto per gli elettori: occorre vivere questo momento fino in fondo e dopo, conclusa la vicenda, pensare ad altri ruoli”.  Così Mario Bruno, esponente Pd e vicepresidente del Consiglio regionale, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa ad Alghero la sua decisione di non ricandidarsi alle prossime regionali. Una decisione che arriva proprio mentre è in atto la polemica sulla possibilità, accordata agli indagati nell’inchiesta sui fondi ai gruppi, di ricandidarsi. Bruno ha lasciato intendere che continuerà a portare avanti il suo impegno politico. “Lo farò da cittadino e non da solo”. Sulla scelta non ha pesato l’indagine sui fondi dei gruppi nel quale è coinvolto. "Penso che 10 anni siano abbastanza all’interno delle istituzioni, bisogna dare segnali nuovi e rinnovare le liste. È anche il momento di dire che non si è attaccati alle poltrone. Certo l’indagine non è un momento secondario del mio percorso e renderò conto al magistrato e ai cittadini. È un momento che vivo con serenità, però devo dire che concludere 10 anni con un sospetto che possa avere rubato è una cosa che mi ha colpito. Credo che il lavoro prezioso della magistratura sia importante – ha puntualizzato – e spero che verrà fuori la verità e le distinzioni caso per caso".

"C'è bisogno di un cambiamento - ha spiegato Bruno - anche anagrafico, non si può restare attaccati alla poltrona perché il potere poi ti prende se non si è capaci di dire basta". Nell'incontro coi giornalisti, Bruno ha illustrato la sua attività di 9 anni e mezzo nel parlamento sardo: oltre ad aver ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio e di capogruppo del Pd, il politico algherese ha presentato 74 proposte di legge, 78 interpellanze e 107 interrogazioni, è intervenuto in aula per 284 volte e ha proposto 51 ordini del giorno e 137 mozioni, tra cui quella di sfiducia al presidente della Regione Ugo Cappellacci. Nel suo bilancio di fine mandato, Mario Bruno ha rivendicato tra le sue battaglie per Alghero i due milioni annui derivati per la concessione delle grotte di Nettuno nelle casse comunali, gli introiti derivanti dalla fruizione della Grotta verde e del complesso di Porto Conte-Baratz, le politiche per il potenziamento del traffico aeroportuale da e per Fertilia, investimenti per le infrastrutture che collegano la città al capoluogo Sassari.

 

 

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