ARMI CHIMICHE SIRIANE A SANTO STEFANO

Audizione Bonino e Lupi su caso armi
Sempre più deciso il "no" in Sardegna

di Antonella Brianda | Twitter: @antobrianda
 (foto: OlbiaNotizie)
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OLBIA. La questione del passaggio in un porto italiano, presumibilmente sardo, delle armi chimiche destinate ad essere distrutte negli Stati Uniti approda oggi nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera che sentiranno in audizione i ministri degli Esteri, Emma Bonino e dei Trasporti, Maurizio Lupi. "Sarà per noi l'occasione di chiedere delucidazioni su trasporto, stoccaggio e smaltimento dell'arsenale chimico della Siria", ha annunciato il deputato di Sel Michele Piras, "quindi anche per quanto riguarda le voci circolate in questi giorni di un approdo in terra sarda. Saremo fermi nel sostenere che le armi chimiche siriane non debbano essere accolte in Sardegna". Intanto ieri il Consiglio regionale sardo ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno, primo firmatario Pietro Pittalis capogruppo di Forza Italia, con cui si impegna la giunta a svolgere tutti gli interventi necessari sul governo affinché la Regione acquisisca tutte le informazioni sul progetto di smaltimento delle armi chimiche siriane. 


Dalla consigliera regionale Claudia Zuncheddu arriva un affondo al governatore Cappellacci:"Non è la prima volta - sostiene Zuncheddu - che l’area così pregiata sul piano naturalistico e paesaggistico come l'isola di Santo Stefano diventa sito di “smercio” per armamentari bellici e mezzi militari: già nel luglio 2011 denunciai attraverso una interrogazione in Consiglio regionale l’arrivo di un ingente carico di armi trasferito prima dai bunker dell’isola di Santo Stefano a La Maddalena e Palau e successivamente da Olbia a Civitavecchia, su navi passeggeri, anziché su mezzi militari, mettendo a rischio l’incolumità delle persone, senza neanche informarle dei rischi a cui erano sottoposte e senza alcuna garanzia sulle misure di sicurezza disposte dalla normativa vigente in merito". 


"Fa sorridere - ha continuato Zuncheddu - che il Presidente Cappellacci oggi sostenga di volersi “opporre con ogni mezzo” all’eventuale transito di armi chimiche nella nostra isola. Dov’era fin’ora? Nessuna risposta da parte sua è mai pervenuta alla mia interrogazione del 2011, sul perché questo materiale sia stato custodito per ben 17 anni nel deposito di Guardia del Moro".

 

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