SCONTRO SUL NUOVO PIANO PAESAGGISTICO

Da Roma uno schiaffo a Cappellacci:
ricorso del governo contro il Pps

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray

SASSARI. La decisione era nell'aria da tempo. Il governo di Enrico Letta ha deciso di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti della Regione sul nuovo Piano paesaggistico. Alla base della decisione dell'esecutivo, avvallata in prima persona dal ministri Massimo Bray, ci sarebbe la mancata procedura di copianificazione tra Ministero per i beni culturali e la Regione, necessaria per legge. “Le associazioni ecologiste avevano chiesto un urgente intervento del Ministro per fermare quanto prima l’efficacia delle illegittime previsioni del piano paesaggistico recentemente stravolto”, si legge in una nota delle associazioni ambientaliste Gruppo d’intervento giuridico, Amici della Terra e la Lega per l’abolizione della caccia. Il governo ha deciso nello specifico di impugnare la deliberazione della giunta Cappellacci con l’aggiornamento e la revisione del Ppr, ribattezzato per l’occasione Piano paesaggistico dei sardi.

Non si è fatta attendere la presa di posizione di Ugo Cappellacci. “L’impugnazione del nuovo Piano Paesaggistico - ha detto - è l’ennesimo atto arrogante del governo centrale verso la Sardegna. La giunta regionale ha deliberato di resistere davanti ai giudici costituzionali e difendere le funzioni della nostra Autonomia. I sardi – ha concluso Cappellacci – hanno il diritto di decidere come tutelare il proprio paesaggio e non accettano lezioni da soggetti tutt’altro che disinteressati sia dal punto di vista politico che da quelle economico. La casta degli ambientalisti con la villa in riva al mare e i nostalgici delle norme che si applicavano ai nemici e si interpretavano per gli amici è destinata a vedere schiantare le sue menzogne ideologiche contro la verità degli atti”.

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