IL PREMIO GIORNALISTICO "PINO CAREDDU"

Domenico Quirico e la sua Siria
"È la sconfitta del mio mestiere"

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
Gibi Puggioni e, a destra, il giornalista della Stampa Domenico Quirico (foto: SassariNotizie.com)
Gibi Puggioni e, a destra, il giornalista della Stampa Domenico Quirico (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. "La mia storia personale è ininfluente, è nulla comparata alla tragedia quotidiana di 22 milioni di persone che vivono da quasi tre anni in Siria". Il racconto appassionato di Domenico Quirico, inviato della Stampa e vincitore della sesta edizione del premio giornalistico Pino Careddu, è iniziato così ieri sera. Incalzato dalle domande del giornalista Gibi Puggioni e da quelle del pubblico e di un gruppo di studenti del liceo Azuni, il giornalista piemontese, partendo dalla sua esperienza per cinque mesi nelle mani dei rapitori, ha svolto una vera e propria lezione di giornalismo tratteggiando con estrema lucidità gli avvenimenti siriani. "La Siria è una sconfitta del mio mestiere, e in questo senso è una mia sconfitta personale - ha detto Quirico - il rapimento è stato un incidente che fa parte del mio lavoro, nel caso della Siria noi che ci siamo stati non siamo riusciti a trasformare il nostro racconto in emozioni, quindi la guerra civile non è diventata un problema dell'opinione pubblica occidentale, la Siria è niente".

"Se nessuno in occidente è andato in piazza dopo aver letto cosa succede in Siria - ha proseguito l'inviato del quotidiano torinese - è anche colpa della nostra incapacità di creare quelle emozioni. La tragedia siriana è raccontata con un numero: 120mila morti. Ma i numeri non dicono niente, non gridano e non invocano pietà. Dobbiamo trasformare ognuno di quei numeri in un essere umano e allora possiamo cominciare a capire cosa è la Siria oggi". Domenico Quirico ha poi toccato diversi temi di politica estera e ha spiegato che l'esperienza lavorativa che ha cambiato davvero la sua vita è stato il Ruanda, dove sono morte 800 mila persone nel più assoluto silenzio mediatico. Ha poi parlato anche del delicato argomento dell'islamismo, dei migranti e del suo rapporto con la fede in Dio che l'ha aiutato a superare la terribile esperienza nelle mani dei carcerieri in Siria.

Quirico entra così nell'albo d'oro della Fondazione Sassari Sera e del premio giornalistico creato in onore del giornalista Pino Careddu - fondatore del glorioso periodico - accanto ad altri nomi eccellenti del giornalismo italiano come Fabrizio Gatti, Gian Antonio Stella, Milena Gabbanelli, Stefania Petyx e Pino Maniaci.

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