Regionali, disoccupazione al 29%
Cisl: «Lavoro sia priorità del dibattito»

 (foto: Alessandro Tedde)
(foto: Alessandro Tedde)

SASSARI. «Occorre portare il lavoro al centro del dibattito politico della campagna elettorale per le consultazioni del 16 febbraio prossimo». E' la richiesta del segretario generale della Cisl sarda, Oriana Putzolu che, in una conferenza stampa a Cagliari, ha ricordato come la disoccupazione in Sardegna abbia raggiunto "il massimo storico". La leader sindacale ha citato il dato della "disoccupazione implicita", che include non solo chi ha perso il posto di lavoro ma anche gli scoraggiati, arrivata al 28,9%.

In sostanza, nell'isola 147mila persone non lavorano: si tratta di poveri, precari e cassintegrati, per i quali, secondo Putzolu, «da parte delle forze politiche manca un'analisi adeguata non solo per ciò che riguarda le emergenze ma anche per individuare il piano d'intervento su come uscire dalla crisi». La segretaria della Cisl si è soffermata in particolare sui poveri, nei confronti dei quali il sindacato ha sempre prestato particolare attenzione e che in Sardegna sono passati in 7 anni da 64mila a 370mila. Il sindacato chiede ai candidati alla presidenza della Regione risposte immediate alla disoccupazione e in particolare, ha sottolineato Putzolu, a quella dei giovani che sono 100mila su un totale di 147mila senza lavoro. La leader regionale della Cisl sollecita un «intervento straordinario con opere immediatamente cantierabili, in modo da avere risposta efficace all'attuale situazione di crisi. Nel mettere in evidenza la necessita' di "un rilancio del sistema produttivo con adeguate politiche industriali e un piano energetico oggi inesistente", la segretaria della Cisl sarda ha chiesto adeguati interventi per l'istruzione e la formazione professionale e ha riproposto l'idea di un "nuovo piano di rinascita che coinvolga non solo i sindacati e la politica ma anche il sistema culturale imprenditoriale dell'isola».

Secondo Fabio Enne, della segreteria regionale della Cisl con la delega per l'industria, la crisi di questo settore «sta portando nel baratro economico tutta l'isola" per cui occorre che Governo e Regione «tutelino le produzioni della Sardegna". Il sindacalista lamenta come, invece, «molte vertenze attendano una soluzione» e nel frattempo "l'isola perda filiere importanti come quella dell'alluminio». Il segretario regionale Giovanni Matta, che si occupa anche di agricoltura («l'unico settore che ha visto una crescita dell'occupazione con 4.000 lavoratori in piu' nel 2013») ha ricordato le 146.000 persone che fruiscono di ammortizzatori sociali mettendo in evidenza che sono ben 30.000 quelli in deroga. «Vi sono poi i più sfortunati», ha sottolineato, «e cioè i circa 17.000 dipendenti di 2.171 aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi ai quali mancano sussidi e per i quali il prossimo presidente della Regione dovra' intervenire con urgenza». Matta si è anche soffermato sui "cavilli burocratici" che non hanno ancora consentito di trasferire ai lavoratori i 52 milioni stanziati dalla Regione per la cassa integrazione. Ignazio Ganga, che nella segreteria della Cisl si occupa della funzione pubblica, ha chiesto «una pubblica amministrazione diversa non gravata dal lavoro precario e nella quale siano ridotte le esternalizzazioni e le consulenze esterne". Secondo il sindacalista «la diseconomie dovute alla burocrazia inefficiente sono pari a quelle causate dal caro-trasporti, dal costo eccessivo dell'energia o dagli svantaggi dell'insularità».

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