Il Comune dichiara guerra alle "slot"
Più controlli e prevenzione

di Francesco Bellu

SASSARI. Palazzo Ducale dichiara guerra alle slot machine. A fronte di una situazione drammatica con la città di Sassari che è al primo posto nell'isola per il consumo di gioco d'azzardo e quarta in Italia con un giro d'affari di 76 milioni di euro, il Comune ha predisposto delle linee guida e, attraverso una delibera approvata all'unanimità nella commissione Servizi sociali, propone che la giunta intraprenda delle azioni concrete rivolte soprattutto a tutelare i soggetti più sensibili e a contrastare questo fenomeno. Si tratta di una vera e propria "road map", che segue le mosse di altri centri sardi come Carbonia, Perfugas e Ozieri che hanno deciso di mettere una stretta alle slot. Non è solo una questione economica, ma anche di salute pubblica, il gioco d’azzardo, anche nelle forme consentite dalla legge, è ormai universalmente considerato un’attività suscettibile di causare effetti negativi sull’equilibrio psichico e sull’integrazione sociale delle persone che lo praticano e provoca delle vere forme di dipendenza definite ludopatie.

Per questo motivo come prima azione c'è quella di intensificare i controlli per far diminuire in termini quantitativi e qualitativi gli effetti negativi della dipendenza da gioco e di conseguenza la creazione di una "carta dei locali no slot" che servirà a censire e rendere noti ai cittadini i luoghi pubblici in cui non sono presenti le famigerate macchinette "mangiasoldi". Verranno perciò proposte e attuate forme di disincentivazione dell’utilizzo delle slot machine nei vari esercizi presenti sul territorio del Comune attraverso sgravi e agevolazioni sulle imposte volte a favorire e privilegiare gli esercizi commerciali “No Slot” a partire dal prossimo bilancio di previsione.

A questo si aggiunge un regolamento, basato sul cosiddetto decreto Balduzzi, per fare in modo che ci siano delle distanze minime tra i locali in cui ci siano le macchinette e luoghi "sensibili" come le scuole, centri di aggregazione, chiese, ospizi e ospedali. Saranno anche previsti degli orari di chiusura e apertura ben definiti. In tutto il territorio sono presenti 1780 slot, vale a dire una ogni 70 abitanti, per un totale di circa 400 esercizi tra bar, tabaccherie, sale giochi, circoli e centri scommesse. Numeri da brivido che disegnano un quadro preoccupante visto che ormai queste macchinette hanno sostituito quasi del tutti gli altri giochi tradizionali, inducendo i sassaresi a spendere mediamente più di 550 euro pro capite. Da un punto di vista sanitario la dipendenza dalle slot è al terzo posto dopo fumo e alcol, tanto che già da tempo i servizi sanitari di alcune Asl - tra queste anche Sassari - hanno formato delle task force specializzate all'interno dei Serd dove chiunque può rivolgersi per ricevere assistenza e avviare un percorso di recupero.

Per questo motivo la delibera - che è stata preceduta mesi fa anche da una mozione presentata dal movimento "A manca pro s'indipendentzia" - si chiude con un sollecito verso il Governo e il Parlamento per fare in modo che si impregnino a revisionare la legge sul gioco d'azzardo, mettendo in atto tutti gli strumenti che ne limitino il gioco o quantomeno le somme pro capite con lo scopo di tutelare i cittadini e riconsiderarli "non dei non dei semplici numeri che vengono indotti a produrre indegne risorse finanziarie da inserire nel bilancio di uno Stato che si vuole definire civile".

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo