Fiume Santo, ora i lavoratori sperano
che E.On venda a una nuova società

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: UILCEM FIUMESANTO)
(foto: UILCEM FIUMESANTO)

SASSARI. L'annuncio di nuovi esuberi si sovrappone con le notizie di mercato, creando un mix di attesa e di ansia tra i lavoratori della centrale di Fiume Santo. Secondo l'agenzia Radiocor, i massimi vertici del gruppo francese Gdf Suez Energie, tra i primi protagonisti in Europa nel mercato dell'energia, starebbero negoziando con il gruppo E.On per giungere ad un accordo sul rilevamento dei clienti internazionali della compagnia tedesca in Italia e Spagna. Nonostante i vertici tedeschi non abbiano ancora confermato ufficialmente la decisione, pare che E.On abbia la necessità di finanziarsi con la vendita delle attività nel Sud Europa, notevolmente svalutate in portafoglio ai fini di sviluppare il suo mercato nel Regno Unito, Germania e Svezia.

Nel nostro Paese, E.On vanta asset per un valore stimato in 3 miliardi di euro, tra cui circa 900 mila clienti di energia elettrica e gas, ma anche l’idroelettrico (Terni), eolico e solare, termoelettrico con i cicli combinati a gas e il carbone di Fiume Santo, oltre alle quote nel Gnl offshore di Olt (terminale di Livorno) e nel gasdotto Tap che sbarcherà sulla costa pugliese portando gas azero. Gdf Suez Energie, d’altronde, conta 1,4 milioni di clienti italiani nel gas naturale, dual fuel, residenziale, business e grandi clienti industriali, ma desidera di aumentare ulteriormente il suo robusto portafoglio nel Sud Europa, fondamentalmente nel Bel Paese, puntando – secondo quanto riferito da Radiocor – a quel segmento di clientela che è ritenuta ‘solvibile’.

I tedeschi hanno cominciato da qualche anno il percorso di disimpegno, con conseguenze evidenti per il sistema delle imprese e per il tessuto economico e sociale. E le contestazioni ambientali, soprattutto dopo la marea nera che ha inquinato chilometri di costa nel nord ovest dell'isola, hanno peggiorato ulteriormente una situazione già ostile. In questo scenario l’annuncio di 60 esuberi da parte di E.On, alla luce della mancata realizzazione del quinto gruppo di produzione da 410 megawatt, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tanto da far dire a molti lavoratori che l'arrivo di un nuovo proprietario per la centrale di Fiume Santo può essere l'unica condizione per sperare concretamente in una nuova fase.

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: UILCEM FIUMESANTO)