il caso

La stazione dei bus di via XXV aprile:
detriti, incuria e... il cancello aperto

Neppure l'ombra dei lavori per il nuovo centro intermodale
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. A destra e a sinistra dell'ingresso della vecchia stazione degli autobus di via XXV aprile ci sono due cartelli, al centro un ingresso che dovrebbe essere chiuso. Ma che invece non lo è. Chiunque può entrare nel cantiere fantasma, in cui nulla si muove per il futuro centro intermodale. E qualcuno di certo lo fa come dimostra la rete che delimita l'area, buttata giù con i cartelli in bella mostra: cantiere, vietato l'accesso.

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Qui dovrebbe sorgere il capolinea per gli autobus Arst che collegano Sassari con i paesi e con le città della provincia e dell'isola. Ma i lavori non sono mai partiti anche perché nell'area l'estate scorsa sono stati trovati due vasconi pieni di bitume, residuo del vecchio gazometro. Così i lavori sono stati bloccati per le bonifiche del caso che ancora devono essere fatte, l'ultima tappa è un accordo tra Comune e Arst per la gestione delle aree.

I cartelli. Sui fogli di carta ai lati c'è scritta la data di fine dicembre 2008, l'intestazione dell'Arst (Azienda regionale sarda trasporti), nel testo si definisce provvisorio il trasloco della stazione dei bus in via padre Zirano. E per utilizzare le parole scritte nero su bianco si dice che "il capolinea degli autobus viene momentaneamente spostato". Da quello spostamento temporaneo sono passati quasi due anni, e ancora ora i bus partono e arrivano lungo una via trafficata, senza pensiline, senza cestini per i rifiuti, in sostanza senza una vera stazione con stalli segnati da un numero appeso sui lampioni vicino al marciapiede "appositamente predisposti", dice il cartello. Da allora ogni giorno si ripetono i disagi evidenti per i passeggeri, tanti pendolari non solo studenti, e per chi lì ci lavora. Come gli autisti e gli addetti alla biglietteria, chiusi dentro un container di lamiera.

Il degrado. Dentro l'area ci sono detriti, erbacce, rifiuti di ogni genere e anche due relitti di veicoli: un camion abbandonato e un'utilitaria. Sui cumuli di pietre e terra c'è l'erba alta e nessun accenno ai lavori per il centro intermodale, un progetto da 29 milioni di euro. Lì, oltre al capolinea per autobus e taxi dovrebbe esserci anche una catena di negozi e un parcheggio interrato.

L'ultimo appello. Per il capolinea che ancora non c'è e la situazione di via Padre Zirano, finta stazione senza servizi l'ultimo attacco è del sindacato, la Fit Cisl (Federazione italiana trasporti). «Nessuno muove un dito - accusa il segretario territoriale Pietro Piredda- chiediamo che inizino i lavori del nuovo centro per dare seguito all'investimento di 29 milioni di euro. Un modo, oltretutto, per superare la crisi economica che ha colpito il centro storico e corso Vico, proprio perché i passeggeri vengono dirottati in zone diverse».
Per il sindacalista quello di via Padre Zirano non è un capolinea: «Ci rendiamo subito conto - dice- di come questa parola non rispecchi quella strada, dove ogni giorno migliaia di persone arrivano a ripartono sotto lo sguardo indifferente di chi dovrebbe mobilitarsi per la risoluzione di problemi come la fornitura, anche se provvisoria di panchine, pensiline, servizi igienici».





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