Energia solare dalle serre dei fiori:
un'idea per fermare l'eolico selvaggio

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Da sinistra: Francesco Carboni, Andrea Prato e Gavino Sini (foto: SassariNotizie.com)
Da sinistra: Francesco Carboni, Andrea Prato e Gavino Sini (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Produrre energia elettrica dalle serre dei florovivaisti. L'ultima idea dell'assessore regionale all'Agricoltura, Andrea Prato, unisce il mondo delle serre con quello dell'impresa, la bellezza di un fiore con l'utilità del fotovoltaico. La proposta è stata presentata oggi a Sassari durante una conferenza stampa negli uffici della Regione di via Roma. L'assessore ha spiegato subito la portata del cambiamento: «Piuttosto che lasciare il monopolio delle rinnovabili ai signori del vento, preferiamo far produrre energia a coloro che ogni giorno lavorano grazie alla luce del sole: i florovivaisti». Gavino Sini, presidente della Confcommercio di Sassari e l'imprenditore Francesco Carboni della Florgarden (in rappresentanza dei florovivaisti Nord Sardegna di Confindustria) hanno espresso soddisfazione per l'iniziativa.

L'idea si basa su un sistema già consolidato in Olanda, la patria per definizione del florovivaismo. «Spesso andiamo ad Amsterdam per lavoro - ha detto Carboni - e ci capita di vedere pannelli solari ovunque. Fa sorridere il fatto che in quel Paese si riesca a produrre molta più energia dell'Italia, nonostante gli olandesi possano godere di appena 4 ore di sole al giorno». Prato ha ricordato la recente delibera del 12 marzo con la quale la giunta regionale ha permesso anche ai florovivaisti di vendere e produrre energia solare. «I nostri obiettivi sono due: evitare nuove speculazioni non agricole nei campi, e consentire la multifunzionalità energetica delle aziende professionali. Tutto questo garantendo la luminosità all'interno delle strutture, che dovrà essere superiore del 75%». La Regione finanzierà i lavori di ampliamento delle serre, mentre i costi degli impianti solari saranno a carico dei florovivaisti, che li potranno ammortizzare col tempo, rivendendo l'energia prodotta.


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