«E.On, la strategia del disimpegno»
I sindacalisti si rivolgono a Pigliaru

 (foto: UILCEM FIUMESANTO)
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SASSARI. "Le logiche della multinazionale tedesca E.On, opposte e contrarie all'interessa della Sardegna, debbono essere immediatamente fermate, adottando tutte le iniziative politico amministrative che la Costituzione e lo Statuto sardo mettono a vostra disposizione". I rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil si scagliano contro i vertici della centrale termoelettrica di Fiume Santo in una lettera aperta indirizzata al neo governatore Francesco Pigliaru e all'assessore all'Industria Maria Grazia Piras. I sindacalisti chiedono un incontro urgente per fare il punto sulla vertenza dei lavoratori della centrale di Fiume Santo. "Il disimpegno - scrivano i rappresentanti sindacali - si sta estendendo al mancato investimento per la realizzazione del nuovo grupo a carbone in sostituzione dei gruppi a olio combustibile, per il quale esiste una proroga che scade il 4 dicembre 2014, si è aggiunta la scelta di non investire sugli impianti di desolforazione dei gruppi 3 e 4, creando il presupposto affinché la produzione di questi ultimi possa continuare solo attraverso deroghe alla legislazione ambientale. Ai mancati investimenti si aggiunge inoltre il violento attacco sociale attuato nelle ultime ore, 70 lavoratori operanti nel sito sono stati dichiarati esuberi nonostante gli ingenti guadagni di questi anni: 80 milioni di euro del 2012 e oltre 200 nel 2013". 

 

 


 

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