Serre di Giave, la replica dell'azienda:
«Produciamo 3mila chili di prodotti»

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
Marco Tilocca mostra l'interno delle serre (foto: Gestione uffici stampa Andrea Bazzoni)
Marco Tilocca mostra l'interno delle serre (foto: Gestione uffici stampa Andrea Bazzoni)

SASSARI. Nessun abuso, anzi: le serre Enervitabio San Cosimo installate a Campo Giavesu sono in piena produzione. È questa la risposta dell'azienda alla richiesta del Gruppo di intervento giuridico di vigilare sul vasto complesso che sorge nel comune di Giave. A respingere le accuse dell'associazione ecologista è il direttore generale della Enervitabio Walter Siddi: «Cento serre in piena attività e venti in fase di preparazione per l’avvio delle coltivazioni estive quali melanzane e peperoni, quindici operai impegnati tutti i giorni e circa tremila chili di ortaggi e verdura che quotidianamente attraversano la Sardegna da nord a sud, e la penisola, per arrivare freschi sulla tavola dei consumatori. Questa attività sarebbe plausibile se sotto le serre non ci fosse niente e si trattasse di speculazioni e abusi? Bene allora io non ci sto e respingo al mittente queste accuse infamanti». La Enervitabio San Cosimo di Campu Giavesu è una delle aziende agricole e di produzione di energia fotovoltaica tra le più grandi al mondo e si estende su un terreno di 35 ettari, coperto per circa 24 ettari da serre fotovoltaiche che superano ciascuna i mille metri quadri di superficie e, da settembre 2013, in piena attività. «I nostri cancelli sono aperti a chiunque voglia venire a controllare – ha detto Siddi – e ricordo che la nostra azienda ha già superato i controlli dell’Agenzia delle Entrate, della Provincia e del Comune».

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