"Si apra crisi di maggioranza a Olbia"
L'opposizione sollecita il sindaco

di Davide Mosca | Twitter: @davidemosca1
 (foto: Archivio Internet)
(foto: Archivio Internet)

OLBIA. "La maggioranza in comune a Olbia non vuole riunire il consiglio comunale ed è un fatto gravissimo", a denunciare la situazione di stallo i consiglieri di minoranza di forza Italia, Fratelli d'Italia e Unidos. L'opposizione rileva che l'ultimo consiglio comunale è stato fatto il 18 febbraio scorso ed è servito "a decidere se mettere le targhette sui muri delle case per ricordare il livello dell'acqua raggiunto durante l'alluvione. Sul tavolo del presidente del consiglio comunale, a detta dei consiglieri, ci sono decine di mozioni presentate e "non si convoca il consiglio comunale" per i problemi interni alla maggioranza con diversi gruppi politici che chiedono verifiche e maggiore rappresentatività in giunta. 


La denuncia è stata fatta nel corso di una conferenza stampa, nell'aula consiliare dei Poltu Quadu a Olbia. La richiesta? Una verifica interna sulla tenuta della maggioranza. Tradotto i consiglieri di opposizione chiedono che il sindaco apra la crisi azzerando la giunta e entro venti giorni porti una squadra di governo sostenuta dai gruppi politici presenti in consiglio forte e pronta a governare. "Qualora il sindaco non riesca a formare il nuovo governo comunale - ha dichiarato Marco Piro, capogruppo di Forza Italia- si dimetta e si vada al voto. Sono passati quindici giorni dalla richiesta di convocazione di consiglio comunale e ancora non è stato convocato come previsto dalla legge". Piro ha annunciato che presenterà questa mattina una lettera al segretario generale del comune per far rilevare questa anomalia. Per legge infatti, un quinto dei consiglieri, otto per l'esattezza, possono richiedere e ottenere la convocazione. Qualora questo non venga fatto, secondo i consiglieri, significherebbe il decadimento del consiglio stesso. "Le loro beghe interne non possono fermare l'intera città -ha dichiarato Michele Fiori- ci sentiamo esautorati del nostro ruolo. L'amministrazione è in puro stato confusionale. Ci sono tanti problemi da affrontare eppure ancora oggi ci sono tantissimi problemi irrisolti, a partire dal ristoro delle famiglie alluvionate, alle opere da mettere in campo per il disastro ambientale. 


Tonino Pizzadili del gruppo Unidos, si  chiesto a cosa serva un consiglio comunale: "Dovrebbe servire alla programmazione e al controllo degli atti amministrativi. Ma il comune impedisce di svolgere il nostro lavoro. Nell'ufficio di presidenza giacciono sul tavolo otto richieste noste dal 2014 a oggi. Questa Giunta è allo sbando e questo sindaco non ha un progetto per la città e soprattutto per rimetterla in carreggiata. Siamo tornati indietro di 20 anni". Anche Giulio Careddu, di Fratelli d'Italia, sposa la linea dell'opposizione: "Il sindaco è ostaggio della sua maggioranza e quello che sta cadendo è l'epilogo. La coalizione civica è esplosa e l'amministrazione comunale è totalmente assente. Sembra che dal 18 novembre scorso si sia fermato tutto e questo, viste le emergenze è inaccettabile. Noi chiediamo di poter esercitare il ruolo di consiglieri comunali e signori della maggioranza ci devono dare una risposta in tempi brevi. 


Per Pietro Carzedda, l'unico interesse da perseguire è quello generale, ovvero di Olbia e delle sue problematiche: "A noi non interessa far cadere il sindaco o la giunta, a noi interessa che si rimetta in moto l'attività dell'amministrazione e che si risolvano i problemi di una città messa in ginocchio dall'alluvione e per fare questo ci devono dare la possibilità di dare il nostro apporto in consiglio comunale, così come previsto dalla legge". Dello stesso tenore le dichiarazioni di Tiziano Pinna, Valerio Spano e Angelo Cocciu. 


© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: Archivio Internet)