Dettagli su sventata rapina a Tempio
Il colpo pianificato nei minimi dettagli

di Antonella Brianda | Twitter: @antobrianda
 (foto: Archivio Carabinieri)
(foto: Archivio Carabinieri)


OLBIA. I carabinieri li tenevano d’occhio da due mesi, seguivano i loro spostamenti e controllavano le loro mosse: una banda composta da otto persone è stata bloccata prima che potesse entrare in azione e mettere a segno una rapina all’Eurospin di Tempio Pausania, furto che secondo gli uomini dell’Arma era in programma per un sabato, giornata nella quale l’incasso del negozio ammonta intorno ai cinquantamila euro. Tutto era stato deciso e pianificato nei minimi particolari, comprese le vie di fuga per raggiungere la casa-base proprio a Tempio e trascorrere lì la notte. Secondo gli investigatori i rapinatori avrebbero atteso la chiusura del negozio per poi fare irruzione e immobilizzato i dipendenti prima di darsi alla fuga. Ad illustrare i dettagli dell’operazione “Seven & more” che prende il nome dal presento cervello del gruppo, G.S., 51enne di Villagrande Strisaili, sono stati illustrati nel pomeriggio a Sassari dal comandante del nucleo investigativo, il maggiore Giuseppe Urpi. Nell'operazione sono stati coinvolte le compagnie di Sassari, Nuoro, Bonorva e Porto Torres e le unita' cinofile di Abbasanta, e le tre procure di Sassari, Tempio e Nuoro. 


Stando alla ricostruzione fatta dai militari, venerdì  pomeriggio, G.S. mentre viaggiava a bordo di una Fiat Punto con la moglie, A. L., di 53 anni, è stato fermato a un posto di blocco in prossimità del bivio per Bonorva. Nell'auto, nascosti nei pannelli degli sportelli posteriori, i militari hanno trovato un vero e proprio arsenale composto da due pistole Beretta 92F con matricola abrasa, una pistola CZ 100 di origine cecoslovacca, tre caricatori, 120 cartucce, quattro passamontagna, tre paia di guanti e 38 fascette ferma documenti con cui, presumono i carabinieri, sarebbero stati immobilizzati i dipendenti del supermercato La coppia è stata tratta in arresto in flagranza e si trova ora nel carcere di Bancali. Dalle indagini sarebbe emerso che la banda avrebbe fatto base proprio nella città di Tempio Pausania, nell'appartamento preso in affitto dal figlio di A. L., R. P., 28 anni, e dalla compagna A. R., di 22 anni, il cui fermo è stato convalidato dal gip della procura di Tempio che ne ha disposto i domiciliari. 


La giovane coppia avrebbe dovuto offrire il supporto logistico al commando che sarebbe entrato in azione e che è formato da tre uomini di Orgosolo, G. M. di 31 anni, suo fratello G. A. e P. M., entrambi 23enni. Ad incastrare i tre e farli finire nella rete degli investigatori ci sarebbero le riprese della video sorveglianza del supermercato che li ritrarrebbe durante uno dei vari sopralluoghi compiuti nelle scorse settimane.  Un quarto uomo, anch’egli di Orgosolo, B. P., di 51 anni, avrebbe fornito le armi e le avrebbe nascoste nell'auto. Gli orgolesi sono ore rinchiusi nel carcere di Badu 'e Carros. Le armi ritrovate sono state sequestrate e saranno sottoposte ad analisi a Cagliari per verificare se abbiano sparato. 

 

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