Trasformare il centro in zona franca
Il terzo polo lancia la prima sfida

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
Piazza d'Italia  (foto: SassariNotizie.com)
Piazza d'Italia (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. «La zona franca urbana è già stata applicata ai centri storici di Taranto, Cosenza e l’Aquila. Adesso è necessario che anche l’Area Blu di Sassari goda dei relativi vantaggi fiscali». L’idea è di quelle destinate a far discutere, ma a poche settimane dalle elezioni comunali potrebbe rappresentare una carta vincente nella corsa verso palazzo Ducale. Il titolare della proposta è Alberto Corradi, un commerciante del centro cittadino che ieri mattina ha preso la parola durante la conferenza stampa organizzata per la presentazione dell’alleanza tra la lista civica Sassari è, i Riformatori e Unidos, per introdurre il concetto di zona franca urbana.

«Come commerciante sento il bisogno di portare all’attenzione dei sassaresi una proposta innovativa che potrebbe ridare vigore all’economia del nostro centro storico – ha affermato Alberto Corradi. Per evitare che la concorrenza della zona industriale di Predda Niedda e che le regole troppo rigide della Ztl mettano in ginocchio il quartiere vecchio, ritengo fondamentale che la prossima Giunta chieda al Governo nazionale l’applicazione della zona franca urbana. Un modello che potrebbe favorire la rivitalizzazione dell’economia sassarese».

Ma che cosa è esattamente la zona franca urbana? Si tratta di un progetto pensato per un quartiere con meno di 30.000 abitanti a cui il Governo decide di attribuire dei mezzi eccezionali per favorire la rivitalizzazione economica. La scelta delle aree avviene sulla base di parametri socio-economici: numero di abitanti, numero di disoccupati e numero di persone uscite anticipatamente dal percorso formativo scolastico. Lo spirito della legge e quello di accordare un regime di esonero contributivo e fiscale alle piccole imprese che si insediano nella zona franca urbana. In cambio le aziende devono riservare il 30 per cento dei posti agli abitanti dei quartieri classificati come Zfu. Tale misura, se rispettata, consente all'azienda di estendere il regime di esonero contributivo anche ai dipendenti con residenza in altri quartieri.

 

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