L'INTERVISTA

Quasi una laurea e una certezza:
«Qui non c'è razzismo. Anche se...»

Arrivato in Sardegna con un visto turistico ora è quasi laureato. Intervista al protagonista di "Permesso?", Oussu Kane
O. Kane in una scena di "Permesso"? (foto: E. Gobbato, M. Petrucci, S. Farina)
O. Kane in una scena di "Permesso"? (foto: E. Gobbato, M. Petrucci, S. Farina)
SASSARI. È il protagonista di "Permesso?", il corto girato tra Alghero e Sassari da Antonio Maciocco che ha vinto il Premio NEI (Network Euromediterraneo Interculturale) nel concorso “Il Cinema racconta il lavoro” edizione 2009. Oussu Kane, questo il suo vero nome, interpreta il ruolo di un ragazzo senegalese arrivato in Italia e in Sardegna come clandestino. Per uno scambio persona nel film diventerà il badante di un anziano e scontroso ammiraglio, interpretato dal noto attore di teatro Piero Nuti. Una storia in cui tanti immigrati potrebbero rispecchiarsi anche qui, nel nord Sardegna.

La storia. Oussu Kane è senegalese per davvero ed è arrivato a Sassari nel 2002 e per un periodo ha anche vissuto da clandestino. Ora studia architettura nella Facoltà di Alghero dove conta di laurearsi tra qualche mese. Una storia di ordinaria integrazione quindi, lontana dalle vicende di disagio, intolleranza e violenza tanto comuni in Italia. Eppure solo una settimana fa c'è stata un'aggressione razzista, proprio ad Alghero, a due ragazzi italiani di colore.
Racconta Oussu Kane: «Io sono arrivato dal Senegal nel 2002, normalmente, con un visto turistico... Conoscevo degli amici in Sardegna e ci sono rimasto». All'inizio come per tutti non è stato facile, dice: «È stata un'avventura, facevo lavori qualsiasi... Quelli dei miei conoscenti, sono stato anche clandestino per un periodo, poi mi sono regolarizzato, mi sono iscritto all'università di Alghero e ora sono alla fine. Mi sto per laureare in Architettura».
L'attore ha sempre vissuto a Sassari, dice che la sua vita qui è stata tranquilla, serena: «Io mi sono trovato bene. Ma io vivo l'ambiente universitario forse più aperto, conosco tante persone. Per me Sassari è una città ospitale. Quando esco frequento i miei miei amici, anche connazionali...». L'unica problema per i tanti stranieri qui, secondo lui è il lavoro: «Per noi, ma anche in generale non ci sono tante possibilità. Io ora mi dedico alla tesi, ogni tanto faccio qualche lavoro saltuario per mantenermi. Ma conosco tanti che hanno dei problemi economici». E quando la chiacchiarata vira verso l'episiodio dell' aggressione razzista di Alghero, Oussu Kane dice: «Sì, ho sentito cosa è successo. Ma non so... È la prima volta per me, mi sembra di non aver mai sentito prima di casi simili qui a Sassari o ad Alghero: per me non si può parlare di razzismo, capitano queste cose, ma sono isolate». Per esempio «Anche a me è successo alcune volte - racconta - di rientrare a casa a notte tardi e di incontrare dei ragazzi che non conosco che dalle macchine mi urlano contro, insomma mi insultano per il mio colore». Ma Oussu Kane non si preoccupa: lo racconta come se fosse una cosa normale, fatti che rientrano in una triste statistica...

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