Aumentano le analisi effettuate
nei laboratori dello Zooprofilattico

È l’unico ente sanitario della Sardegna che parteciperà all’Expo 2015
Antonello Usai, direttore generale Izs Sardegna (foto: Addetto stampa Istituto Zooprofilattico della Sardegna)
Antonello Usai, direttore generale Izs Sardegna (foto: Addetto stampa Istituto Zooprofilattico della Sardegna)

SASSARI. Numeri in crescita per l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna. In soli due anni le analisi effettuate sono passate da 787 mila nel 2012 e a oltre 950 mila nel 2013. L’attività, inoltre, è cresciuta qualitativamente passando da 92 a 125 analisi accreditate, si è aggiunto un investimento di circa 3 milioni in ricerca che ha consentito di dare risposte occupazionali con l’impiego di borsisti e, ancora, sono stati realizzati investimenti anche in nuove apparecchiature. Sono i numeri dell’attività dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna che, dal 2012 al 2013, ha mostrato un positivo trend di crescita. L’attività è stata presentata questa mattina nella sala riunioni dell’istituto di via Duca degli Abruzzi a Sassari, alla presenza del direttore generale Antonello Usai, del presidente del cda dell’Izs Giovanni Carboni, del consigliere del cda Michele Pala e dei direttori amministrativo e sanitario Giorgio Tidore e Paola Nicolussi. Erano presenti anche i capi dipartimento delle strutture dell’istituto.

I dati elaborati dall’Izs Sardegna mostrano come il numero maggiore di analisi nel 2013 (953.255) sia stato effettuato nelle strutture di Sassari (463.828) quindi a seguire Oristano (171.094), Cagliari (157.330), Nuoro (156.022) e Tortolì (4.980). Il 74 per cento delle analisi effettuate (709.091) nel 2013 derivano da attività programmata, cioè i piani di eradicazione, mentre il 26 per cento (244.164) rientra tra l’attività non pianificata. Il sangue è la tipologia di campione più consegnato nelle sedi dell’Izs (465.931), seguito dall’emosiero (56.895), quindi dai campioni di muscoli (39.697), dagli organi (27.594), dal latte (27.586) e così via. Nel settore della Sanità animale gli specialisti dell’Istituto zooprofilattico sono stati impegnati in analisi relative a malattie oggetto di piani di eradicazione e sorveglianza che hanno inciso per il 74 per cento dell’attività.  Per le malattie dei bovini, tra tubercolosi bovina, brucellosi bovina, leucosi bovina enzootica ed encefalopatia spongiforme trasmissibile, sono stati esaminati oltre 57 mila campioni. Attività elevatissima anche per quanto riguarda le malattie degli ovini e dei caprini, con analisi per la brucellosi ovina e caprina che ha portato all’esame di oltre 128 mila campioni, all’effettuazioni di oltre 66mila prove diagnostiche per la febbre catarrale maligna (blue tongue), e oltre 9 mila e 700 test rapidi e analisi su quasi 16 mila e 200 campioni per la scrapie. Notevole l’attività svolta dall’Izs sulle malattie dei suini: peste suina africana, peste suina classica, malattia vescicolare del suino, malattia di Aujeszky. Per quanto riguarda la peste suina africana, un piano di eradicazione viene svolto annualmente su tutto il territorio regionale. In base gli ultimi decreti regionali emanati nel 2012, tutte le aziende suine sono sottoposte a controllo sierologico almeno una volta all’anno. Il piano prevede inoltre anche il controllo dei cinghiali abbattuti durante la campagna venatoria e dei suidi ferali e selvatici trovati morti. Sono state oltre 135 mila le prove effettuate sui campioni di suini mentre oltre 14 mila quelle realizzati su campioni di cinghiali. Nell’ambito dei piani di sorveglianza si segnala l’attività di controllo per la malattie degli equini (anemia infettiva equina ed encefalopatia equina da virus West Nile) e per la malattie del pollame (influenza aviare e salmonellosi).

Tra le malattie oggetto di attività non pianificata (26 per cento dell’attività), l’Izs ha svolto numerose analisi per le mastiti bovine, mastiti ovicaprine, la paratubercolosi, le malattie parassitarie, la lenti virosi, altre malattie virali, sugli animali da affezione, sulla fauna selvatica, e analisi per la leptospirosi. Per quest’ultima, scrivono gli esperti dell’Istituto “G. Pegreffi”, i dati di attività indicano una diffusione della patologia in numerose specie animali e suggeriscono l’adozione di alcune misure di tipo profilattico, come l’utilizzo di vaccini per gli animali maggiormente a rischio e per le categorie professionali più esposte. Tra le positività degli oltre 3mila campioni esaminati in evidenza le 53 riscontrate sui cani, le 156 su cinghiali, 2 su suini, 1 su bovini e 21 sull’uomo. Una citazione merita anche l’attività di controllo sul virus di Schmallenberg che, nel periodo di novembre–dicembre 2012, è comparso per la prima volta in Sardegna colpendo 85 allevamenti ovini e causando la nascita di numerosi agnelli malformati. Nel corso del 2013 questa patologia non si è ripresentata clinicamente ma è proseguita l’attività di ricerca progettata nel 2012 nell’ambito delle ricerche correnti dell’Istituto e vede la struttura complessa di Sanità Animale e quelle territoriali ampiamente coinvolte.

Nel settore della sicurezza alimentare, l’Izs è stato impegnato per garantire la salubrità degli alimenti di origine animale in un’ottica di filiera: dalla carne ai prodotti lattiero caseari, dalle uova ai molluschi e agli altri prodotti ittici, quindi ancora dai grassi e oli alle zuppe, dai cereali e prodotti di panetteria alla frutta e verdura, dalle spezie e caffè alle bevande non alcoliche, dal vino e altre bevande alcoliche ai gelati, dal cacao alla frutta secca, dai prodotti di gastronomia a quelli destinati alla prima infanzia, dagli additivi ai prodotti destinati a entrare a contatto con gli alimenti, quindi le acque minerali. Nell’ambito del Piano regionale alimenti sui 1.610 campioni analizzati 60 sono risultati irregolari, presentando contaminazioni di tipo microbiologico come salmonella e Lysteria monocytogenes. In questo settore, inoltre, gli esperti dell’Istituto di via Duca degli Abruzzi sono stati impegnati in specifici controlli derivanti da una serie di piani nazionali e regionali. Tra questi il Piano nazionale residui (nel 2013 sono stati prelevati 1028 campioni per un totale di 1357 controlli analitici. Il numero di esami eseguiti nel 2013 è in linea rispetto a quanto effettuato nel 2012, 1420 esami); l’Extra piano micotossine, per il controllo sul mercato zootecnico di produzioni contaminate da micotossine (2013, sono stati prelevati 411 campioni, ripartiti  in 105 mangimi, 295 campioni di latte e 11 formaggi.

Nel totale sono state riscontrate 10 non conformità e 2 superamenti del livello d’azione per aflatossina M1 nel latte e 6 non conformità per l’aflatossina B1 in  mangimi); il Piano nazionale alimentazione animale finalizzato a fornire garanzie di salubrità, sicurezza e qualità dei prodotti di origine animale, tramite il controllo ufficiale dei mangimi; il Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di Organismi geneticamente modificati negli alimenti che ha lo scopo di programmare, attraverso criteri uniformi, le attività mirate alla verifica delle conformità degli alimenti ai requisiti della normativa comunitaria e nazionale in materia di Ogm e di garantire il flusso di informazioni dalle Aziende sanitarie alla Regione; il Piano di monitoraggio regionale per il controllo degli alimenti irradiati cioè al controllo degli alimenti sottoposti a trattamento con radiazioni ionizzanti. E’ una tecnica applicata dalle industrie alimentari per aumentare il periodo di conservabilità degli alimenti grazie all’azione di riduzione della carica batterica e dell’eliminazione di alcuni batteri che avviene grazie a questo tipo di trattamento; il Piano regionale di controllo ufficiale sulle matrici alimentari, sul commercio e sull’impiego dei prodotti fitosanitari per garantire il rispetto dei livelli massimi di residui di antiparassitari sugli alimenti di origine animale e vegetale, nonché a valutare l’esposizione dei consumatori; il Piano regionale controllo molluschi bivalvi vivi per la vigilanza e il controllo sanitario della loro produzione e commercializzazione; il Piano di monitoraggio sulla presenza di virus HaV (epatite A) e Norovirus nei molluschi bivalvi vivi, in questo caso i dati ottenuti hanno evidenziato l’assenza di virus HaV in tutti i campioni e una significativa presenza di virus NoV (9 per cento). In quest’ambito una trattazione a parte meritano i controlli per la Trichinella che, segnalano gli esperti dell’Izs, continua ad essere presente nella fauna selvatica del territorio di Orgosolo e si avvicina pericolosamente ai territori dei comuni limitrofi. Su oltre 38 mila esami sono stati 3 i casi di positività, riscontrati uno su cinghiale (8836 esami) e due sulle volpi (49 esami). Si aggiunga che l’Izs ha effettuato 366 esami per l’Ufficio veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari (Uvac) e 169 esami per conto dei carabinieri del Nas. Chiudono gli oltre 20mila esami realizzati per il controllo dei parametri di qualità del latte crudo.


 

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