SAN SEBASTIANO

Inizia una nuova era per l'ex carcere
Ospiterà gli uffici giudiziari della città

di Daniele Giola
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. L'idea progettuale e il piano di prefattibilità del progetto di ristrutturazione, riqualificazione e razionalizzazione dell'ex carcere di San Sebastiano, che sarà destinato a diventare il nuovo polo degli uffici giudiziari della città, è stata approvata questa mattina durante un tavolo interistituzionale a Palazzo Ducale.

Al vertice hanno preso parte Guido Sechi, commissario straordinario del Comune di Sassari, Pietro Fanile, presidente del Tribunale di Sassari, Roberto Saieva, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, Rita Soddu, direttore regionale per la Sardegna dell'Agenzia del Demanio, Mariella Mereu, in rappresentanza del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per Lazio-Abruzzo-Sardegna, Francesca Casule, soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle province di Sassari e Nuoro e in rappresentanza della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Sardegna, Giampaolo Cassitta, in rappresentanza del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria e Francesco Milia, presidente del consiglio dell'Ordine Forense di Sassari.

L'idea di utilizzare i locali dello storico istituto di pena, che ha perso la sua funzione alla fine della scorsa estate col trasferimento di detenuti e personale nel nuovo carcere di Bancali, è stata fortemente voluta dal presidente del Tribunale e dal Procuratore della Repubblica ed è stata accolta favorevolmente e sostenuta dall'Agenzia del Demanio. Il compendio, infatti, costituisce una naturale estensione del palazzo di Giustizia, al quale è già collegato da alcuni varchi interni. Il Comune di Sassari ha avuto il ruolo di coordinatore del tavolo interistituzionale. Da tempo si era ormai manifestata l'esigenza di dotare gli uffici giudiziari di locali adeguati alle loro funzioni per dimensione e ubicazione e adatti a ospitare in modo migliore l'attività di tutti gli operatori della giustizia e a dare servizi più efficienti ai cittadini. Al momento diversi uffici di tribunale, procura, tribunale di sorveglianza, giudice di pace e corte d'appello sono ospitati in strutture di privati distribuite in punti anche molto distanti fra loro.  Questo crea evidenti diseconomie e disagi, come più volte sottolineato anche dall'Ordine Forense, che ha sostenuto attivamente l'idea della nuova destinazione dei locali dell'ex carcere. Il compendio, che copre una superficie di circa 18mila metri quadrati nel centro della città, potrà ospitare sia gli uffici attualmente localizzati presso strutture private, sia il personale e i beni provenienti dalla sede staccata di Alghero e dalle diverse sedi del giudice di pace del circondario, recentemente soppressi a seguito della riorganizzazione degli uffici giudiziari voluta dal Governo. Il costo sostenuto dal Comune e dal ministero della Giustizia per l'affitto degli immobili ad uso uffici giudiziari in città è di oltre 1 milione 800mila euro all'anno.

Il progetto di riqualificazione e ristrutturazione, attualmente in fase di elaborazione, è curato dal Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche per il Lazio-Abruzzo-Sardegna e, data la rilevanza storica, architettonica e culturale del complesso, è seguito anche dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, tramite la Direzione regionale e la Soprintendenza di Sassari e Nuoro. Il finanziamento per realizzare le opere necessarie proverrà dal Ministero della Giustizia e sarà di circa 12 milioni di euro. Per la loro realizzazione, che per impegno economico, ampiezza di intervento e funzionalità del nuovo utilizzo costituirà una delle più significative opere pubbliche degli ultimi anni, si prevedono circa due anni di lavoro. Il Comune si è impegnato a sostenere con l'attività dei propri uffici il progetto e ha chiesto che una parte dell'ex carcere sia preservata come testimonianza storica. Per questo lavorerà con la Soprintendenza allo scopo di individuare spazi e modi per rendere fruibile ai cittadini e ai visitatori quello che potrebbe diventare un nuovo centro museale all'interno dei percorsi culturali cittadini. Il carcere venne costruito alla metà del XIX secolo e costituiva, all'epoca, uno dei principali segni dello sviluppo economico e civile e dell'ampliamento urbanistico di Sassari.  Tutti i partecipanti al Tavolo interistituzionale auspicano che l'esempio fornito dal Protocollo possa comunque essere mutuato in avvenire e favorire il sorgere e il consolidarsi di positive sinergie tra i diversi soggetti della pubblica amministrazione, e non solo, volti al conseguimento dell'interesse generale.

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