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Osidea, una onlus in prima fila
per la difesa del cordone ombelicale

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: Cordoneombelicale.it)
(foto: Cordoneombelicale.it)
SASSARI. «L'essenziale è invisibile agli occhi». Diceva così il Piccolo Principe di Saint-Exupéry. Una verità che ci ritorna davanti, con forza, sotto ogni aspetto. Anche in campo medico. La parte più fragile e importante della nostra vita infatti si regge su 9 mesi, invisibili agli occhi, in cui riceviamo sostentamento grazie a una invenzione" piccola e straordinaria: il cordone ombelicale. Gli studi più recenti ora ci dimostrano che in quel cordone non c'è soltanto il segreto della nostra esistenza, ma anche una ricetta per la salvare e migliorare la vita di tante persone affette da gravi malattie.

L'associazione Osidea onlus è nata a Cagliari nel 2004, e presto aprirà una sede anche a Sassari, con l'intento di divulgare la conoscenza della donazione e conservazione del cordone ombelicale. La maggior parte delle mamme, infatti, ignora la grande preziosità delle cellule staminali contenute nei cordoni che vengono tagliati subito dopo la nascita e che purtroppo finiscono - letteralmente - nella spazzatura. Osidea ha attivato a livello nazionale lo "Sportello InformaMamma". Un servizio completamente gratuito, attivo 7 giorni su 7, per offrire a tutti i genitori, e in particolare alle future mamme, un servizio informativo corretto e semplice sulla donazione e conservazione del cordone ombelicale, nonchè sensibilizzare tutti sulla necessità di questo importante gesto. Lo sportello è attivo grazie al sito internet www.cordoneombelicale.it e al numero verde 800-454577.

Paola Pinna, presidente di Osidea, spiega le attività di questa iniziativa, sarda al 100 per cento e ora famosa su tutto il territorio nazionale. «La nostra associazione si basa soprattutto su una campagna informativa. Si tratta di un argomento purtroppo poco conosciuto, ma su cui sarebbe bene sensibilizzarsi, soprattutto in Sardegna. Qui da noi − spiega la presidente − abbiamo molte malattie endemiche, come la talassemia, che potrebbero essere combattute efficacemente con un trapianto di cellule staminali». Sul sito dell'associazione si legge che nel 1988, per la prima volta, le cellule da cordone ombelicale salvarono la vita a un bambino. Da allora sono stati effettuati nel mondo più di 20.000 trapianti da sangue cordonale.

Esistono diversi tipi di donazione o conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale: in sostanza si può scegliere se tenerle per sé o donarle agli altri. In Italia al momento non ci sono banche private per poterle conservare per sé. Esistono strutture idonee all'estero che offrono il servizio di crioconservazione: si paga circa 2.500 euro e il cordone viene conservato per 20 anni. La formula della donazione eterologa o allogenica si può effettuare invece gratuitamente e senza problemi anche in Italia, dove attualmente ci sono 18 banche collegate a 206 ospedali attrezzati e abilitati al prelievo. Per i sardi, purtroppo, non esiste alcuna banca pubblica. Paola Pinna, però, su questo punto ci dà una bella notizia. «Tra pochi mesi verrà inaugurata la prima banca pubblica della Sardegna. Sarà ospitata all'ospedale Binaghi di Cagliari». Finalmente si potrà donare il sangue del cordone ombelicale del neonato per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Un piccolo gesto di generosità, quasi invisibile, che può salvare una vita. Decisamente essenziale.
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  •  (foto: Cordoneombelicale.it)