la lettera

"Io, umiliata sulla mia sedia a rotelle" La segretaria Uildm scrive all'Asl

La replica: «Ci scusiamo, ma quella è una zona critica»
di Valentina Guido
 (foto: Da Wikimedia commons)
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SASSARI. Ignazietta Carta è la segretaria della sezione di Sassari dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare. Avendo un’invalidità del 100 per cento con accompagnamento, da anni è costretta su una sedia a rotelle, ma non si era mai sentita umiliata come la settimana scorsa, quando, per ben due volte, è andata a trovare un parente, ricoverato nel reparto di Medicina 2 dell’Ospedale civile. Come sempre, era accompagnata in macchina da suo marito, e di certo non si aspettava di subire uno stop da parte del portiere Europol, addetto al servizio di vigilanza e informazioni. «Ci ha detto che non è previsto che i disabili trasportati abbiano diritto di parcheggiare all’interno degli stalli e che, una volta dentro, l’auto sarebbe dovuta uscire fuori. Mio marito ha cercato di spiegare che la sottoscritta da sola non poteva restare e che una volta scesi dall’auto mi avrebbe dovuto seguire ovunque». Sono le parole di Ignazietta Carta, che ha scritto una lettera ai vertici della Asl 1 per avere risposte sull’accaduto. Si è detta “angosciata” e “devastata” dopo il duplice episodio, che si è verificato sia giovedì 15 sia domenica 18. Protagonista il medesimo guardiano. «Secondo lui - continua Ignazietta Carta - gli stalli servono ai disabili provvisti di patente, al volante di un'auto. Ma che succede? È una guerra tra chi è più o meno disabile? Perché un disabile con l’auto dovrebbe avere più diritti di me?». Ma non finisce qui, perché al termine della seconda visita la signora Carta e suo marito hanno trovato i Carabinieri, chiamati per verificare che il suo tagliando e la documentazione relativa all’accompagnamento fossero in regola: era tutto a posto e i militari ne hanno preso atto. «È vero che molte persone imbrogliano con i permessi per disabili, ma bastava guardarmi per capire che non mentivo. E poi gli stalli erano quasi tutti liberi». Ignazietta Carta chiede inoltre alla direzione generale della Asl 1 perché «una persona che subisce un calvario fisico quotidiano debba essere sottoposta a continue angherie di chicchessia, debba essere umiliata, mortificata e soprattutto fatta sentire in colpa per una malattia di cui avrebbe fatto volentieri a meno?».

La replica. Dalla direzione amministrativa della Asl 1 fanno sapere che «se il portiere in questione è stato sgarbato, l’azienda si scusa con la signora Carta. Tuttavia è necessario sentire anche l’altra versione dei fatti». Inoltre, l’Azienda ricorda che la zona in cui è avvenuto il fatto è interessata da molte criticità. L’area parcheggi è risicata anche perché sono in corso dei lavori. Gli stalli per i disabili sono sì riservati ai disabili, ma anche ai numerosi pazienti che si recano in ospedale per la dialisi, a diverse ore del giorno. In ogni caso dopo che i disabili arrivano sul posto, l’auto che li ha accompagnati deve lasciare il parcheggio: è una regola adottata da tempo dalla direzione del presidio. A questo si aggiunga che una parte dello spazio, già così ristretto, deve rimanere libera per le emergenze e le autovetture di soccorso, nonché per il servizio di pompe funebri.
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