solidarietà

Triangolare di calcio a Porto Torres
per un endoscopio pediatrico

Tra le squadre in competizione anche il team dei cassintegrati, che non dimenticano d'aiutare chi ne ha bisogno
di Grazia Sini
PORTO TORRES. Due semplici tubicini. Due tubicini flessibili che potrebbero salvare la vita a tanti bambini. La raccolta fondi per comprarli continua. Dopo il concerto spettacolo del 20 marzo, sabato sarà la volta di un triangolare di calcio tra i cassintegrati dell'Isola più tristemente famosa del momento, la squadra del Porto Torres e la Nazionale artisti sardi. Tutto per poter acquistare un endoscopio pediatrico che ora manca in tutto il Nord Sardegna.

L'Associazione Amaci onlus vorrebbe arrivare il prima possibile a raccogliere i 50mila euro necessari per poter comprare l'endoscopio pediatrico. Ora sono a quota 6mila. Il prezzo in realtà è relativo soltanto ai due tubicini che permetterebbero di esaminare stomaco, duodeno, esofago e ano ai bambini poco più che neonati. La struttura più costosa (il computer e la fonte luminosa) sarebbe comune all'endoscopio che già appartiene all'Azienda ospedaliero universitaria e che è utilizzata per visitare gli adulti.

Ora i piccoli pazienti devono affrontare il viaggio fino a Cagliari, dove sono sottoposti alle visite nel centro oncologico.
Un viaggio lungo e faticoso che potrebbe essere facilmente evitato. «Al centro di questa raccolta fondi non c'è il reparto di chirurgia pediatrica. Ci sono i bambini. I piccoli pazienti e la loro salute» spiega il professor Antonio Dessanti, direttore del reparto. «Questo acquisto verrebbe gestito dall'azienda, ne usufruirebbero tutti i bambini, non solo quelli curati nel nostro reparto. Pensate a tutti quelli affetti da celiachia. Per poter diagnosticare la malattia è necessario fare una biopsia, e solo con questo macchinario è possibile. Immaginatevi cosa vuol dire infilare nello stomaco di un bimbo di 6 mesi un tubo utilizzato per gli adulti: impresa impossibile».

Appuntamento dunque allo stadio comunale di Porto Torres il 24 alle 18. Con un'offerta libera chiunque può offrire una speranza ai bambini del Nord Sardegna.
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