Olbia. Il San Raffaele è un'opportunità. Ma intorno si rischia il deserto

Diffusa una nota del Movimento 5 Stelle
Diffusa oggi una nota del M5S piuttosto critica nei confronti del nuovo ex San Raffaele che di seguito pubblichiamo:
 “Due sono le cose certe rispetto all’ospedale San Raffaele di Olbia: che per la Sardegna esso rappresenterà un valore aggiunto in termini di offerta sanitaria e lavorativa e che si tratta di un’operazione che poco ha a che fare con il concetto di uguaglianza di accesso ai servizi sanitari per tutti i cittadini La sua nascita rischia di determinare una desertificazione dell’offerta sanitaria pubblica. Di fatto stiamo vendendo l'anima al diavolo che ci chiederà il conto”.
Lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali commentando la vicenda della struttura sanitaria sarda, oggetto di una visita e di confronto con le autorità locali nell’ambito della missione partita oggi da Roma e che vedrà la partecipazione dei deputati Massimo Baroni, Nicola Bianchi e della senatrice Manuela Serra. Sull’argomento il M5S ha presentato un’interrogazione scritta alla Presidenza del Consiglio, firmata dai deputati pentastellati in commissione Affari Sociali e della regione Sardegna.
“L’ospedale San Raffaele di Olbia, la cui apertura è prevista per il marzo 2015 si configura già come un’eccellenza sanitaria con specialità in cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia vascolare, neuro riabilitazione e pediatria. Inoltre, i dati forniti sulla potenziale occupazione parlano di 1.800 nuovi posti di lavoro, che hanno il profumo della bufala, di cui 600 diretti.  L’Ospedale  usufruirà del massiccio investimento economico della Qatar Foundation attraverso un accordo siglato dai governi Letta-Renzi con l’emiro Al-Thani e che ha quale figura di intermediazione in materia sanitaria l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.
Al di là delle dichiarazioni agli organi di stampa troviamo che la questione vada seguita con grande attenzione. La procedura va contro il titolo V della Costituzione in quanto la Presidenza del Consiglio ha avocato a sé molte questioni di merito. Il problema che solleviamo attraverso l’interrogazione riguarda l'assenza di una programmazione rispetto alla possibilità di monitorare questa procedura anomala. L’ospedale, infatti, per i primi tre anni dall’attivazione non vedrà conteggiato il monte totale dei posti letto. Tutto questo in deroga sia alla spending review sia a eventuali ripartizioni della spesa sanitaria, che viene ‘costretta’dall'iniziativa governativa. Tutto questo mentre, contemporaneamente, la Regione Sardegna dovrà razionalizzare la rete ospedaliera, abbassando da 4,2 a 3,7 il numero di posti letto per mille abitanti. Tutto questo a danno altre strutture isolane rischiano di chiudere - è’ il caso di due ospedali storici di Cagliari, come l’oncologico Businco e il Microcitemico -.
Questa situazione di squilibrio riguarda anche la parte Nord della Sardegna, che con la nascita dell’ospedale di Olbia rischia di veder chiuse altre strutture, i piccoli ospedali che il patto della Salute intende falcidiare, con conseguente  ‘desertificazione’ sanitaria”.
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