Arrestato dai carabinieri di Romana
ex direttore dell'ufficio postale

È accusato di aver sottratto tra il 2009 e il 2010 ai correntisti del paese circa 60mila euro
di Grazia Sini
 (foto: SassariNotizie.com)
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ROMANA. Approfittava della fiducia e della fedeltà verso l'ufficio postale di Romana per sottrarre dai libretti di risparmio migliaia di euro. Giovanni Antonio Falchi, direttore dell'ufficio dal 2000 al 2010, è stato arrestato ieri a Banari dai carabinieri della Stazione di Romana. Le vittime sono una dozzina, per lo più anziani.
Le indagini sono scattate a luglio, quando una coppia ha eseguito un controllo incrociato in un altro ufficio postale e si è accorta che i conti non quadravano: tra il libretto cartaceo in loro possesso e il saldo effettivo c'era un differenza di migliaia di euro. La voce è girata in fretta in paese e altri correntisti si sono accorti degli ammanchi.
Le vittime scelte da Falchi erano quasi tutti anziani e comunque clienti che facevano poche operazioni durante l'anno e sempre nell'ufficio di Romana. La tecnica usata dall'ex direttore era semplice: entrava nei conti con una password di emergenza che i dipendenti hanno per poter intervenire in caso di emergenza, per guasti tecnici o anomalie del sistema. Attraverso la sua userid aziendale trattava manualmente le singole transazioni. Falchi, come ha spiegato oggi durante una conferenza stampa il capitano della Compagnia di Alghero Gianluca Zara, inseriva nel lettore ottico dell’ufficio postale la fotocopia del libretto dell’ignaro cliente e solo in essa, infatti, risultavano annotati i prelievi fraudolenti. Di conseguenza, l’effettiva consistenza del conto non risultava sull’originale cartaceo del documento in possesso del titolare.
Ma il direttore, una volta scoperto, non si è perso d'animo e ha tentato di restituire il denaro sottratto. Nobile proposito, se non fosse che l'ha fatto utilizzando i soldi della cassa contanti dell'ufficio postale. Per questo l'uomo dovrà rispondere oltre che sia di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici anche di peculato. Ma la già difficile situazione di Falchi non si limita a questo. Infatti ad agosto sono stati ritrovati in un cassonetto di Siligo , vicino a Banari, molti dossier di clienti truffati (fotocopie di documenti d’identità, tessere postamat scadute, estratti conto, etc). Per questo sull'ex direttore pende anche l'accusa di violazione della pubblica custodia di cose.
La sottrazione dei 60mila euro risale però soltanto agli ultimi due anni, tra il 2009 e il 2010, per questo le indagini non si fermano e si tenta di capire se anche tra il 2003 (anno in cui è stato introdotto il sistema automatizzato) e il 2009 l'ex direttore abbia sottratto altre somme di denaro.
Anche le Poste hanno avviato una indagine interna. Falchi prima è stato trasferito a Sassari (dove però non ha mai lavorato perché si è messo in malattia) e ora verrà sospeso, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. L'uomo è difeso dall'avvocato Giovanni Battista Luciano.
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