la vertenza e il sindacato

EPolis, si riparte con i debiti?
I lavoratori ancora senza un euro

La posizione del sindacato: "Prima gli obblighi sociali"
SASSARI. L'azienda non ha ancora onorato gli impegni assunti al tavolo con il ministero del Lavoro. Intanto, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe rientrare nel circuito degli ambiti societari. Ma i lavoratori aspettano ancora gli stipendi arretrati di tre mesi e l'inizio della cassa integrazione. Per questo il sindacato unitario dei giornalisti, Fnsi esprime preoccupazione, come si legge in una nota stampa.

La posizione.
“Il circuito di giornali semi gratuiti che ha cessato le pubblicazioni da mesi, e che ora potrebbe – secondo diverse indiscrezioni di stampa e non solo – rientrare nel circuito con nuovi abiti societari". Peccato che rimangano i debiti e non ci sia nessuna garanzia per i lavoratori, nemmeno i soldi degli stipendi arretrati: "benché le scadenze siano state fissate in un accordo siglato al ministero del Lavoro, nei confronti dei giornalisti, che attendono il pagamento di tre mesi di stipendi e degli istituti previdenziali, restano un’ipoteca pesante sul futuro".

La condanna.
Prima si pagano i debiti in tempi già scaduti, poi si può pensare a un'eventuale ripresa. Non prima, questa la posizione e la condanna del sindacato. Si legge: "Il sindacato dei giornalisti non potrà guardare con positività nessuna iniziativa di E Polis senza che siano prima garantiti gli obblighi sociali, per i quali, peraltro, la società che ha curato e gestito E Polis fino all’interruzione dell’attività si è impegnata a saldare i crediti privilegiati dei lavoratori e degli istituti di assistenza e di previdenza entro termini precisi che non sono stati più rispettati. La ripresa di un giornale è di per sé un fatto positivo, soprattutto se arricchisce il pluralismo dell’informazione. Ma non lo è in assoluto, se ciò avviene a fronte di un rischio di impresa che non sia pienamente assunto e che possa successivamente scaricarsi sulla collettività".

La solidarietà.
Resta l'appoggio del sindacato nei confronti dei colleghi collocati in cassa integrazione (118 giornalisti su 146 in totale dipendenti): "Ma gli impegni verso i colleghi non coprono e non copriranno mai le responsabilità degli imprenditori".

Le condizioni.
Ecco perché, a fronte delle notizie di nuove aperture di E Polis, anche in città diverse dal precedente insediamento, con nuove denominazioni societarie, Fnsi: "sono indispensabili la massima trasparenza e la certificazione di garanzie economiche precise sugli obblighi sociali. In caso contrario, senza titubanze, la categoria renderà chiaro che non è e non saràeditore complementare di alcuno”.

La pagina di Facebook. I giornalisti e i sostenitori usano anche il social network più diffuso, Facebook, per far conoscere la drammatica situazione. Nella pagina EPolis non deve chiudere si confrontano le posizioni e si chiedono interventi urgenti "al di là dei comunicati stampa". Qualcuno dice che "Non serve cambiare. Credo sia chiaro a tutti che farsi la doccia e cambiare veste sia l'ennesimo inganno: la pregiduziale DEVE essere il completo pagamento di stipendi, trf, previdenza complementare".

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo