LEGADUE

Le due diverse facce della Dinamo
Da schiacciasassi a perdente di lusso

di Daniele Giola
Jason Rowe,  il play della Dinamo (foto: Legadue/Ciamillo-Castoria/Renzi)
Jason Rowe, il play della Dinamo (foto: Legadue/Ciamillo-Castoria/Renzi)
SASSARI. Due mesi fa, alla vigilia della Final Four, c'è chi pensava che la Dinamo potesse festeggiare i suoi cinquant'anni di vita con due successi importantissimi: la coppa Italia e la promozione diretta in serie A1. In effetti le premesse c'erano tutte, la Final Four si giocava in un PalaSerradimigni caldissimo e il primato solitario in classifica autorizzava a ben pensare.

Poi qualcosa è cambiato: una sconfitta bruciante, all'ultimo secondo, contro Brindisi nella semifinale e un cammino in campionato che da quel momento è sembrato più da retrocessione che da squadra ambiziosa. Sono arrivate due vittorie e cinque pesanti battute d'arresto, le ultime quattro di fila. Il grosso vantaggio su Brindisi, anche sei punti, si è sciolto come neve al sole. I pugliesi, inesorabilmente, sono volati in testa e domenica hanno festeggiato la promozione tra i grandi del basket italiano. Restava, e resta, da difendere il secondo posto in classifica. Per avere il vantaggio del fattore campo nei prossimi play off.

Ma dietro le inseguitrici si fanno sempre più pericolose. Veroli, soprattutto, è riuscita sabato scorso a ribaltare la differenza canestri. I due punti di vantaggio che la Dinamo può ancora vantare vanno difesi con tutte le forze. I play off possono ridare linfa vitale a una squadra in caduta libera. Se poi si potrà contare sul calore del proprio pubblico come vantaggio, ancora meglio.

Jack Devecchi ne è sicuro: «Non dobbiamo buttare via quanto fatto fin'ora. Dobbiamo stringere i denti, migliorare nel gioco di squadra e, soprattutto, nella fase difensiva. Poi ai play off avremo l'opportunità di riscattarci e recitare un ruolo da protagonisti fino alla fine».
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