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EPolis, l'editore cerca una via d'uscita
Il sindacato: "Prima paghi i giornalisti"

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Il Sardegna (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Ancora incertezza sul futuro di EPolis. Questa mattina a Cagliari si è conclusa con un rinvio all'11 gennaio l'udienza per l'avvio della procedura fallimentare del gruppo editoriale, indebitato per oltre 300mila euro di arretrati per l'affitto della sede di viale Trieste di proprietà della famiglia Grauso. L'editore Alberto Rigotti si è presentato davanti al guidice fallimentare con il rappresentante del gruppo "Pensiero Italia", che avrebbe manifestato interesse ad accollarsi il debito complessivo di 108 milioni di euro. EPolis spa, secondo la proposta di Rigotti, verrebbe liquidata e la nuova società avrebbe in cambio il marchio e i vari loghi collegati, da affittare o vendere a soggetti privati sul territorio regionale. Ma la vera questione che sta a cuore ai giornalisti è quella del pagamento degli stupendi arretrati: l’editore ha promesso il pagamento, ma non ha fornito alcuna certezza sulla data.

In tribunale era presente una delegazione di 20 giornalisti del gruppo accompagnati dal presidente dell'Associazione della stampa sarda, Francesco Birocchi, che ha espresso perplessità sul nuovo piano. «Prendiamo atto che gli impegni non sono stati mantenuti. Osserviamo da spettatori quanto sta avvenendo nella società, ma non c'è nulla che per ora ci incoraggi a credere a queste nuove operazioni da parte dell'editore». Il sindacato dei giornalisti chiede che prima di tutto vengano pagati gli stipendi arretrati e regolarizzata la situazione contributiva, con la Casagit e il trattamento di fine rapporto. Il giudice ha rinviato l'udienza a gennaio, nel frattempo Rigotti dovrà presentare i bilanci della società e documentazione sull'indebitamento.


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