sassari

"L'Università è appesa a un filo"
I ricercatori occupano il Rettorato

Anche molti studenti hanno aderito alla manifestazione
di Valentina Guido
I ricercatori sul tetto del Rettorato
I ricercatori sul tetto del Rettorato

SASSARI. L'Università è appesa a un filo e i ricercatori di Sassari faranno altrettanto: domani intorno alle 11 si caleranno con le imbragature dal tetto della sede centrale dell'Ateneo, in piazza Università, per ribadire il loro “No” alla riforma Gelmini. Da questo pomeriggio hanno occupato il Rettorato insediando un'assemblea permanente nell'Aula Eleonora d'Arborea. «Dopo le tante assemblee e manifestazioni di protesta che abbiamo organizzato nelle ultime settimane, queste sono ore decisive- afferma il ricercatore Daniele Dessì- domani il Parlamento dovrebbe approvare i tagli, mascherati sotto le sembianze di una riforma che non è affatto una riforma. È una legge che metterà in difficoltà le aree più svantaggiate e, come ha preannunciato il ministro Gelmini, condurrà alla cancellazione dei piccoli atenei».

Ci tengono i ricercatori a chiarire che “non vogliamo difendere il nostro posto di lavoro ma un bene pubblico: l'istruzione”. La protesta gode dell'appoggio del rettore Attilio Mastino che domani discuterà della questione in una riunione della Conferenza dei rettori delle Università italiane. Hanno aderito anche molti studenti che, dopo un primo periodo di indecisione, si sono schierati al fianco del movimento ricercatori.

Qui di seguito, il comunicato stampa dell'Università di Sassari:

«Anche ricercatori e studenti dell’Università di Sassari si uniscono alla protesta nazionale contro l’approvazione del decreto Gelmini. È in corso un’occupazione del tetto del rettorato, in piazza Università 21, per costituire un presidio simbolico dell’Università, insidiata da una riforma iniqua che penalizza, la ricerca e in particolare gli atenei meridionali.
L’occupazione del rettorato continuerà fino all’esito della votazione del disegno di legge in Parlamento. Domattina alle 10.30, in rettorato, si terrà una conferenza stampa in cui studenti e ricercatori spiegheranno le ragioni della protesta. Al termine si svolgerà un’azione dimostrativa dei ricercatori per simboleggiare il pericolo rappresentato dall’eventuale approvazione del ddl.
“Il nostro presidio – dicono i ricercatori del coordinamento di Sassari - rappresenta un forte segnale di protesta contro un disegno di legge che promette il rispetto della meritocrazia, efficienza e qualità dell’offerta didattica e in realtà, così com’è scritto nel ddl e alla luce dell’eliminazione degli emendamenti migliorativi, decreta la morte degli atenei più piccoli, come ha dichiarato lo stesso ministro Gelmini. Le università sarde sono tra questi. Questo disegno di legge, inoltre, mortifica e condanna all’estinzione le professionalità che lavorano nel settore della ricerca”.
“Protestiamo contro il disegno di legge – dice Roberto Santoru, presidente del Consiglio degli studenti – ma anche contro tutti i provvedimenti economici, contenuti che mettono in discussione il diritto allo studio. Di fatto, se il ddl domani sarà convertito in legge, numerosi corsi di laurea chiuderanno e non saranno garantite le borse di studio per tutti gli studenti che ne hanno diritto”.
“È inaccettabile – dice il rettore Attilio Mastino – che si sia parlato per mesi di emendamenti che poi sono stati cancellati con un colpo di spugna. Il disegno di legge che domani dovrebbe essere approvato dal Parlamento è pericoloso per l’Università pubblica e in particolare per gli atenei meridionali. La Sardegna potrebbe pagarne le conseguenze peggiori: gli atenei di Sassari e Cagliari rischiano di scomparire. Domani ne parleremo a Roma nel corso di una riunione della Conferenza dei rettori”».

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Immagini articolo
  • I ricercatori sul tetto del Rettorato
  • Uno studente sul tetto dell'Università di Sassari (foto: SassariNotizie.com)
  • Aula Eleonora d'Arborea occupata (foto: SassariNotizie.com)