Patto di stabilità. Per i Riformatori Paci sta celebrando il funerale della Sardegna

Michele Cossa
Michele Cossa
“L’assessore Paci e il presidente Pigliaru hanno messo il cappio al collo della Sardegna e sono così presuntuosi da celebrare come una vittoria quello che sarà un funerale per la nostra Isola”. Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, in riferimento all’approvazione in via definitiva del decreto Sblocca Italia in cui sono contenute le norme sul patto di stabilità e il pareggio di bilancio.
“L’accordo che Paci ha firmato – ricorda Cossa – prevede la rinuncia a tutti i ricorsi pendenti e agli effetti di quelli in cui la Sardegna risulta vincente. In secondo luogo affida proprio alla Ragioneria il conto delle entrate della Sardegna. Una sottomissione in piena regola, insomma. Altro che Agenzia regionale delle entrate. Come se non bastasse a conti fatti, con l’attuale situazione di crisi, la Regione potrà spendere, rispetto al 2013,  centinaia di milioni in meno sia nel 2014 sia nel 2015”.
Sulla syessa linea il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni: “E’ a dir poco sorprendente la rapidità con cui il governo Renzi è riuscito a far entrare in vigore l’accordo-capestro sul patto di stabilità sottoscritto, per la Sardegna, dall’assessore Paci”.
    “I tempi fulminei”, sottolinea Dedoni, “sono l’ulteriore dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che da questo accordo lo Stato ha tutto da guadagnare e la Sardegna tutto da perdere. Sono tempi ben diversi quelli dello Stato cattivo pagatore, quello che ancora si rifiuta di versare alla Regione quanto le è dovuto in base al dettato dell’art. 8 dello Statuto o che latita quando ci sono da stanziare i fondi per i Comuni isolani colpiti dalle calamità naturali”.
    “Intanto, a ribadire che l’accordo non è altro che una truffa a danno dei sardi, l’assessore Paci è riuscito a perdersi altri 150 milioni di entrate erariali e ora li va cercando per mari e per monti”, conclude il capogruppo. “Fatica sprecata: dopo l’impegno a ritirare i ricorsi per l’accertamento delle entrate, c’è da scommettere che di soldi, da Roma, non ne vedremo mai più”.

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