conferenza dei rettori universitari italiani

Ddl Gelmini:«La protesta va espressa»:
l'intervento del rettore Attilio Mastino

Giorni di proteste di piazza e contestazioni
Il rettore Attilio Mastino (foto: SassariNotizie.com)
Il rettore Attilio Mastino (foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. Due giorni fa, il 25 novembre, la Conferenza dei Rettori universitari che si tiene a Roma non ha potuto trattare l'ordine del giorno perché un gran numero di Rettori ha sollevato il problema delle dichiarazioni sulla stampa del Presidente Decleva a sostegno del Ddl Gelmini sull'Università.
Di conseguenza il Presidente Decleva ha ritenuto che esiste un’evidente sproporzione nella rappresentazione da parte degli organi di informazione del dissenso rispetto al DDL Gelmini, che invece rappresenterebbe un passo in avanti positivo e andrebbe lealmente sostenuto.
Tale posizione del Presidente è stata ribaltata nel corso della discussione, alla quale hanno partecipato oltre 20 Rettori, prevalentemente critici nei confronti della posizione favorevole dei vertici della CRUI al DDL Gelmini nella stesura emendata in approvazione alla Camera.

Il Rettore Attilio Mastino non ha ritenuto fondato il giudizio del Presidente sul malcontento che sta effettivamente esplodendo in tutte le sedi ed ha comunicato i dettagli sull’occupazione del Rettorato e sulle manifestazioni in Piazza Università a Sassari: i mezzi di informazione fanno il loro dovere e rappresentano esattamente il malessere di ricercatori e studenti, mossi dalle gravi incognite sul proprio futuro.

Ecco l'intervento del Rettore Mastino:
«Dal mese di febbraio avevamo chiesto che i Rettori si facessero voce critica per interpretare lo stato d’animo delle Università che li hanno espressi e riuscissero a guidare e controllare con spirito costruttivo una protesta che montava negli Atenei nei confronti di un DDL che liquida esperienze di Facoltà e Dipartimenti, indebolisce le università, punisce la fascia dei ricercatori inseriti in un binario morto e colpisce il diritto allo studio. Da un lato il Ministro sostiene che le proteste in corso vedono studenti e ricercatori battersi per difendere i privilegi dei baroni.
Dall’altro lato lo stesso Ministro sostiene che tutti i Rettori sono favorevoli al DDL e dunque è incoraggiata a procedere a testa bassa.
Mi sono chiesto se tutte le dichiarazioni a sostegno fatte del Presidente Decleva anche sui giornali di ieri non abbiano in qualche modo convinto il Ministro di continuare imperterrita sulla sua strada contro le opinioni del mondo universitario. Dunque la protesta non va minimizzata ma espressa, soprattutto dopo che il testo emendato dalla Commissione istruzione della Camera ha subito in Commissione bilancio una ecatombe di emendamenti che lo snaturano profondamente.
Del resto era stato sostenuto dalla maggioranza della CRUI che l’Università avrebbe subito il decreto (sia pur malvolentieri) solo perché questa era l’unica strada per recuperare risorse dal Ministro Tremonti.
Ora che nella legge di stabilità le risorse sono state (parzialmente) recuperate, non si capisce la ragione per la quale si deve continuare ad uscire sulla stampa sostenendo l’importanza che la CRUI annette all’approvazione del DDL.
Intanto il DDL avrà riflessi pesanti sulle Università, in particolare su ricercatori e studenti, spezzerà rapporti storici di Facoltà e Dipartimenti con il territorio, collaborazioni internazionali, collane di pubblicazioni ormai consolidate. Non risolverà nessuno dei problemi dell’Università perché non mi riesco a convincere che per modernizzare l’Università occorra ridurre le risorse anziché aumentarle.

Infine, sul piano finanziario segnalo alcuni aspetti:
• il taglio del FFO è stato recuperato solo in parte, con una perdita secca di oltre 300 milioni e dunque con il conseguente blocco del turn over;
• gli Atenei non possono rassegnarsi a dimagrire ulteriormente nel momento in cui aumenta la distanza tra gli obiettivi di Lisbona e le assegnazioni percentuali sul PIL a favore della cultura, della ricerca e dello sviluppo;
• gli scatti sono garantiti solo al 50% dunque viene penalizzata la metà dei docenti universitari;
• non conosciamo a novembre l’ammontare del FFO 2010 mentre stiamo scrivendo i bilanci 2011;
• il taglio medio del 2010 sarà superiore al 3,5%, per alcuni Atenei supererà il 5%;
• la percentuale della assegnazioni di punti organico penalizza pesantemente i ricercatori in servizio per moltissimi dei quali non c’è numericamente spazio per un inquadramento tra gli associati, a prescindere dal merito di ciascuno.
A mio giudizio è necessario che la CRUI ripensi la sua posizione, recuperando tutte le osservazioni critiche fin qui relegate in posizione di minoranza».

Il Rettore di Cagliari Giovanni Melis è intervenuto due volte sulle stesse posizioni, segnalando le difficoltà del mondo universitario, il disagio dei Rettori e l’esigenza di capire il dissenso. Ha chiesto che la CRUI respinga il ridimensionamento delle Università italiane sancito per legge.
Il Rettore de La Sapienza Frati ha osservato che il DDL Gelmini si è trasformato per strada ed ora avremo una legge che valuterà non il prodotto ma il processo, con conseguenze negative.
La seduta si è conclusa a tarda ora senza l'approvazione di un ordine del giorno, con un invito al Presidente ad evitare dichiarazioni a sostegno del DDL Gelmini.


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