Rubiu critico. "Case e fabbriche ancora ricoperte d'amianto"

di SSN
 (foto: Ufficio stampa Regione Sardegna)
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Azzeramento degli stanziamenti per la rimozione dell’amianto. Un taglio che produce nuovi timori riguardo alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. I pericoli infatti sono ancora chiari in tantissimi centri isolani, con i vecchi edifici che sono ricoperti da lastre in eternit. Un rischio che affiora dalle polveri emesse dalle lamine in amianto. Un’emergenza che aumenta soprattutto nella zona del Sulcis Iglesiente, con diverse fabbriche dismesse ancora piene di amianto. Una vera e propria polveriera. Da qui l’interrogazione urgente presentata dal capogruppo Udc Gianluigi Rubiu, che invoca chiarimenti importanti sulla legge regionale in materia. <<La Sardegna, per difendere il diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto, ha approvato la Legge regionale  22/2005. Una normativa  - evidenzia l’esponente centrista - che pare all’avanguardia a livello nazionale, visto che si prevede la sorveglianza gratuita presso gli Spresal (il servizio per la prevenzione della salute e del lavoro) all’interno delle Asl locali, la concessione dei contributi per la bonifica e lo smaltimento delle lastre in eternit, la mappatura obbligatoria da parte dei Comuni degli edifici pubblici e privati interessati dall’inquinamento dell’amianto>>. Peccato che diverse parti dell’impianto legislativo appaiono inapplicate: <<Ad esempio – dice Rubiu – si assiste al silenzio assordante della Regione, visto che negli anni si è rivelata incapace di attuare e applicare pienamente l’impianto della norma, con la mancata vigilanza delle somme erogate alle Province isolane per la bonifica dell’amianto. Nel quadriennio tra il 2006 ed il 2009 sono state erogate somme per 22 milioni e mezzo di euro che purtroppo non sono stati spesi. Basti pensare che una buona fetta di questi contributi non è stata utilizzata per le operazioni di rimozione e bonifica. Emerge, dunque, la mancata vigilanza della Regione>>. Indietro tutta anche nella mappatura degli edifici da parte dei Comuni: <<Un obbligo per gli enti locali, ma niente si è mosso negli ultimi anni>>. Si arriva dritti all’ultimo bluff. <<Nell’assestamento di bilancio approvato gli scorsi giorni la Giunta non è stata capace di correggere il tiro – conclude Rubiu – Peggio. Sono state tagliate risorse pari a 2 milioni di euro per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, con i caseggiati dei nostri centri che così potranno mantenere le lastre altamente inquinanti e pericolose>>.
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