Pili sulla Lingua blu e peste suina: i Ministeri sono latitanti e confusi

Mauro Pili (foto: SassariNotizie.com)
Mauro Pili (foto: SassariNotizie.com)
“Il governo Renzi mette sotto accusa la Regione per la gestione delle due emergenze zootecniche sarde, la blue tongue e la peste suina africana, ma dimentica le proprie responsabilità e quelle dei due ministeri competenti da sempre latitanti, confusi e conniventi. La Regione in questi anni è stata fallimentare e i dati forniti oggi dal ministero lo confermano ma la risposta del viceministro alla mia interrogazione rappresenta la più evidente confessione dell’incapacità del governo di fronteggiare un’emergenza che ha risvolti nazionali e internazionali. E’ gravissimo che il governo affermi che l’unica possibilità per debellare la lingua blue sia il ricorso sistematico alla vaccinazione. E’ un’affermazione che conferma l’interesse a sostenere le lobby del vaccino piuttosto che eradicare alla radice il culicoide portatore del virus. Ignorare la lotta antiparassitaria, alla pari della malaria, e schernirsi dietro una continua campagna di vaccinazione è un fatto grave e inaccettabile. Ignorare la mutazione dello stesso virus con tutti i rischi sul patrimonio ovino e caprino della Sardegna significa ignorare il problema oppure favorire le logiche della vaccinazione a quelle della risoluzione alla fonte con un piano antiparassitario in grado di eleminare la zanzara killer.
Sul fronte della peste suina africana limitarsi al registro anagrafico è davvero poco rispetto ad un dramma che il sistema suinicolo della Sardegna sta vivendo da decenni. E’ impensabile che anche in questo caso lo Stato si limiti ad attaccare la Regione, che ha gravi e reiterate responsabilità, senza dare un supporto forte e chiaro sul fronte della lotta radicale e definitiva a questa piaga”.
Lo ha detto il deputato sardo di Unidos nel corso del faccia a faccia con il viceministro dell’agricoltura Andrea Olivero in commissione Agricoltura rispondendo all’interrogazione sulla piaga della blue tongue e della peste suina africa.
“Il governo – ha proseguito Pili nella replica – non ha tracciato una sola azione concreta con la quale impegnarsi per eradicare queste malattie che hanno messo in ginocchio il sistema zootecnico sardo e si è limitato a prendere atto degli errori e delle inadempienze della Regione. Anzi – ha totalmente ignorato lo scandalo legato alla gestione dei vaccini omettendo precise responsabilità ministeriali nella gestione di quella partita. Oggi il governo sembra essere ancora ostaggio delle logiche della vaccinazione perpetua, tesa a foraggiare un sistema che appare sempre più interessato a non debellare alla radice il problema”.
“Registro – ha concluso Pili – il persistente tentativo di non affrontare seriamente e radicalmente la questione e ignorando il rischio che ci sia il dolo nel propagarsi delle due malattie proprio in funzione di un sistema grave di gestione sanitaria e zootecnica dei casi”.

In sintesi i passaggi del Vice Ministro in risposta alla mia interrogazione:
Viceministro Olivero : “In risposta all’interrogazione dell’on.le Pili preciso, anzitutto, che l'unico mezzo di controllo che può essere utilizzato per combattere la cosiddetta blue tongue e, soprattutto, che ha dimostrato garanzie di successo è la vaccinazione dell'intera popolazione recettiva composta, non solo, da ovini e caprini (che possono sviluppare la malattia e ammalarsi), ma anche dai bovini che, pur non presentando la malattia, sono pericolosi serbatoi d'infezione e possono perpetuare efficacemente la trasmissione e la persistenza del virus nel territorio.

Il tipo di vaccino utilizzato in Italia e in Europa, tuttavia, richiede interventi ripetuti per garantirne la massima efficacia. Peraltro, avendo rilevato come la Sardegna presenti le condizioni ecologiche e climatiche ideali per il mantenimento dell'infezione, appare evidente che, in assenza di una pratica continua, costante e attenta di vaccinazione, l'infezione e le conseguenti forme cliniche sono destinate a ripresentarsi. Infatti, dopo l'iniziale quasi scomparsa dei focolai della malattia nel 2003, l'incostante replica del programma vaccinale ha determinato la ricomparsa della malattia nel 2012.
Peraltro, nonostante le comunicazioni alle autorità regionali da parte della competente Unità di crisi nazionale, la Regione Sardegna non ha programmato in tempo utile né attuato, fino a dicembre 2013, alcuna campagna di vaccinazione che, dal 2012, come previsto dal Piano di sorveglianza nazionale presentato e approvato dalla Commissione europea, è a carattere facoltativo. Infatti, solo dopo l'emergenza epidemica del 2013 la Regione Sardegna ha disposto una campagna di vaccinazioni, immunizzando 1.797.832 animali di cui 1.759.811 ovini e 35.779 bovini.
Riguardo al virus della peste suina africana , la cui diffusione in Sardegna ha portato all'introduzione, a livello europeo, del divieto di esportare fuori Regione le carni suine ivi prodotte (con pesanti conseguenze economiche per il comparto produttivo regionale), vorrei far presente che, da qualche anno, è stato attivato un processo di qualificazione e valorizzazione di questo tipo di allevamento tradizionale fondato sull'attività del Registro anagrafico, tenuto dall'Associazione Nazionale Allevatori Suini e sottoposto alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che permette la salvaguardia della razza autoctona sarda.
 L'attività del Registro ha come finalità la conservazione del patrimonio di biodiversità della razza autoctona sarda che, a tal fine, deve essere allevata in modo controllato in appositi allevamenti all'aperto dotati dei requisiti strutturali e organizzativi che garantiscano la piena tracciabilità e la salute degli animali ed impediscano la diffusione di epidemie quali la peste suina.
L'attività del Registro anagrafico, unitamente ad una puntuale ed efficace applicazione della normativa sanitaria in vigore per il controllo e l'eradicazione della malattia, rappresenta un importante strumento per regolamentare l'attività di numerose aziende suinicole sarde che praticano l'allevamento estensivo e per garantire l'adozione di efficaci standard di sicurezza sanitaria all'interno di queste realtà allevatoriali.
Nell'ottica di dover utilizzare tutti gli strumenti e le risorse disponibili per giungere ad una definitiva soluzione del problema, ritengo opportuno il consolidamento dell'attività del Registro anagrafico per la razza Sarda perché può contribuire a superare la piaga dell'abusivismo e a creare le condizioni per un sano sviluppo economico dell'allevamento suinicolo estensivo.
Premesso quanto sopra, preciso che le epizoozie sono ammissibili all'assicurazione agricola agevolata da contributo pubblico. Pertanto, gli interventi compensativi ex post previsti, a favore degli allevatori, dal decreto legislativo n. 102 del 2004 attraverso il Fondo di solidarietà nazionale, possono essere attivati, in deroga al Piano assicurativo, solo qualora si accerti l'impossibilità di sottoscrizione delle coperture agevolate per l'assenza di offerta assicurativa da parte delle compagnie.
La Regione Sardegna, comunque, non ha formalizzato alcuna richiesta in tal senso”.

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