Pili: Bloccate l'asta della Dea Madre. E' refurtiva, deve tornare in Sardegna
Mauro Pili (foto: SassariNotizie.com)
“Bloccate immediatamente la vendita della Dea Madre. E’ refurtiva, va restituita alla Sardegna. Il governo italiano deve intervenire immediatamente sull’amministrazione americana per bloccare l’asta dell’11 dicembre prossimo a New York. Non si tratta di un pezzo pregiato da vendere, ma è refurtiva. Rubata alla Sardegna e ai sardi. Un governo autorevole e serio deve intervenire con tutti i poteri a sua disposizione per bloccare questa vergognosa vendita che offende la storia della Sardegna e dei Sardi. E’ un cimelio unico nel suo genere dell’ età prenuragica con 4.500 anni di vita. Si tratta di Testimonianze nuragiche che rappresentano una rapina a mano armata ai danni della Sardegna e della sua storia arcaica. Per questo motivo il governo deve intervenire su questo traffico di reperti archeologici dalla Sardegna verso le case d’asta mondiali. Già nei mesi scorsi avevo denunciato la vendita nei siti internet specializzati in refurtiva di 5 straordinari reperti archeologici. Tra Londra e New York si svende la nostra civiltà, senza che nessuno intervenga per contrastare questa gravissima lesione. Tutto questo è semplicemente inaccettabile”.
Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili presentando una nuova interrogazione al ministro dei Beni culturali Franceschini e degli Esteri Gentiloni sulla refurtiva nuragica in vendita nelle case d’asta nel mondo con particolare riferimento alla vendita della Dea Madre. Nel contempo Pili ha scritto all’ambasciatore degli Stati uniti a Roma John Phillips chiedendogli di intervenire immediatamente per restituire alla Sardegna il maltolto.
“Si tratta di un atto dovuto – ha detto Pili nella lettera a John Phillips. L’amministrazione americana non può consentire questo sfregio alla cultura e alla storia della Sardegna. I sardi si attendono una risposta urgente e risolutiva da parte degli Stati Uniti. Ci sono convenzioni internazionali che vietano questo tipo di compravendite di refurtiva. Non si possono consentire che tombaroli e ladri per eccellenza la facciano franca. E’ vietato vendere refurtiva e il governo americano con quello italiano devono impedire che questo furto diventi oggetto di gallerie private”.
“Bisogna inoltre promuovere una più ampia ricognizione per far restituire alla Sardegna tutto il materiale detenuto da privati o da gallerie- aggiunge Pili. È vergognoso che i Beni culturali si occupino di proporre farneticanti trasferimenti dei Giganti di Mont’e Prama al Quirinale e non facciano niente per impedire che pezzi pregiati della civiltà nuragica vengano svenduti in giro per il mondo. E’ scandaloso, infine, che il ministero, nonostante segnalazioni simili siano state fatte anche di recente, non abbia fatto assolutamente niente per fermare questo traffico – conclude Pili. Tutto ciò dev’essere subito fermato e perseguito, anche sul fronte penale”.
Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili presentando una nuova interrogazione al ministro dei Beni culturali Franceschini e degli Esteri Gentiloni sulla refurtiva nuragica in vendita nelle case d’asta nel mondo con particolare riferimento alla vendita della Dea Madre. Nel contempo Pili ha scritto all’ambasciatore degli Stati uniti a Roma John Phillips chiedendogli di intervenire immediatamente per restituire alla Sardegna il maltolto.
“Si tratta di un atto dovuto – ha detto Pili nella lettera a John Phillips. L’amministrazione americana non può consentire questo sfregio alla cultura e alla storia della Sardegna. I sardi si attendono una risposta urgente e risolutiva da parte degli Stati Uniti. Ci sono convenzioni internazionali che vietano questo tipo di compravendite di refurtiva. Non si possono consentire che tombaroli e ladri per eccellenza la facciano franca. E’ vietato vendere refurtiva e il governo americano con quello italiano devono impedire che questo furto diventi oggetto di gallerie private”.
“Bisogna inoltre promuovere una più ampia ricognizione per far restituire alla Sardegna tutto il materiale detenuto da privati o da gallerie- aggiunge Pili. È vergognoso che i Beni culturali si occupino di proporre farneticanti trasferimenti dei Giganti di Mont’e Prama al Quirinale e non facciano niente per impedire che pezzi pregiati della civiltà nuragica vengano svenduti in giro per il mondo. E’ scandaloso, infine, che il ministero, nonostante segnalazioni simili siano state fatte anche di recente, non abbia fatto assolutamente niente per fermare questo traffico – conclude Pili. Tutto ciò dev’essere subito fermato e perseguito, anche sul fronte penale”.
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