botta e risposta

È dura spostarsi sulla sedia a rotelle:
la Uildm risponde alla Asl

Continua la querelle sugli stalli per disabili

SASSARI. Riceviamo e pubblichiamo la nota di Francesca Arcadu, presidente dell'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, sezione di Sassari. La lettera è una risposta alla replica della Asl 1 in riferimento alle rimostranze di Ignazietta Carta, segretaria della stessa associazione.

In riferimento alla vicenda che ha visto nei giorni scorsi protagonista la Signora Ignazietta Carta, segretaria della nostra Associazione, desideriamo esprimere la massima solidarietà alla stessa, rispondendo alla nota diffusa dalla direzione amministrativa della ASL agli organi di stampa.
La direzione precisa che: “l’area dell’ospedale Santissima Annunziata è interessata da molte criticità”, elencando i numerosi soggetti autorizzati a transitare e sostare nell’esigua area di parcheggio antistante l’ospedale. L’elenco comprende chi fa dialisi e chemioterapia, i mezzi pesanti, i mezzi di soccorso e i carri funebri che accedono per un tempo limitato alla zona interna in discussione. Di questo lungo elenco solo i primi soggetti, muniti di regolare permesso rilasciato dalla Azienda Sanitaria, potrebbero sostare nei parcheggi, mentre tutti gli altri pazienti e visitatori disabili vengono invitati a far portare fuori la macchina da un familiare una volta fatta scendere la persona disabile.
Probabilmente gli autori del provvedimento ignorano le problematiche di un paziente con distrofia muscolare che si muove sulla sedia a rotelle, perché altrimenti saprebbero quanto sia necessario avere la presenza costante di un accompagnatore, quanto sia faticoso salire e scendere dalla macchina, spostarsi facendosi spingere sulla sedia a rotelle anche per fare diversi metri etc…
Per legge tra i soggetti autorizzati alla sosta nelle immediate vicinanze degli edifici pubblici sono compresi e previsti, in primis, coloro che a causa del loro handicap sono totalmente impossibilitati alla deambulazione e necessitano di assistenza e presenza continua di persone loro vicine, pertanto ci sembra quanto meno strano che proprio a queste persone ed i loro familiari si chieda un aggravio di sforzo e spostamenti costringendoli a far scendere il disabile dalla macchina, lasciarlo solo nell’ingresso, portare fuori la macchina e tornare per assisterlo e accompagnarlo, fino a ripetere tutta l’operazione una volta che si lascia l’ospedale.
Una tale misura, dettata da criticità totalmente condivise in via di principio, tuttavia sembra discriminare di fatto categorie di persone alle quali la legge peraltro garantisce le massime facilitazioni di accessibilità e mobilità, riconoscendone la indiscussa gravità della patologia stessa.
A ciò si aggiunga che in relazione a tali criticità viene delegata alla guardianìa una individuazione di priorità di accesso che nel peggiore dei casi si può trasformare in arbitrio, in altri casi in comportamenti poco rispettosi per eccesso di zelo, come quello verificatosi nei giorni scorsi ai danni della Signora Carta.
Pertanto, a nome dell’Associazione Uildm e della Signora Carta, si fa doverosa richiesta di revisione dei criteri di sosta nell’area in oggetto, ricomprendendo le persone con grave handicap motorio che ne impedisce gli spostamenti autonomi e richiede una presenza costante dell’accompagnatore.

Cordiali saluti
Dott.ssa Francesca Arcadu
Presidente Sezione Uildm Sassari

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