"Lontani dagli occhi, vicini col cuore"
Gli Erasmus continuano la protesta

di Grazia Sini
Coimbra (foto: facebook)
Coimbra (foto: facebook)
SASSARI. «Noi, studenti italiani all'estero, ci mobiliteremo in tutta Europa, dalla Spagna all’Ungheria, dalla Germania alla Romania, dall’Inghilterra alla Turchia. Ci mobiliteremo contro questa riforma e contro questo governo, un governo in crisi che si barrica nei palazzi per sfuggire al confronto. L’onda lunga della protesta arriva in tutta Europa, la generazione della precarietà si riprende le strade e le città italiane, ma inizia a occupare anche quelle europee e non demorderà fino a quando non verrà ascoltata, perchè adesso ne abbiamo abbastanza». È il proclama arrabbiato degli studenti italiani all'estero che dal 12 a oggi hanno organizzato manifestazioni in tutta Europa per unire la loro voce al coro di proteste che in questi giorni si sentono nelle piazze e sui tetti italiani. Il voto di oggi alla Camera è atteso infatti non solo in Italia, ma anche in tutti i Paesi europei, dove ci sono Erasmus italiani, molti sassaresi, che protestano contro il Ddl Gelmini e il governo Berlusconi.

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«Una riforma che si pone nel solco dei ripetuti tentativi di questi anni di distruggere il sistema dell’istruzione e della ricerca pubblica attraverso tagli indiscriminati, una finta riforma dietro la quale si nasconde una serie di provvedimenti che porterà l’Università pubblica ad avere un ruolo di sempre minore importanza rispetto ai centri d’“eccellenza” privati, ai quali le risorse vengono aumentate» si legge nei post pubblicati dagli studenti nel profilo facebook nato per coordinare il movimento e che oggi sul social network ha già 928 amici.

«Mentre il Ministro e tutto il governo ci parlano di meritocrazia – continuano gli Erasmus -, vengono diminuiti drasticamente i fondi destinati al diritto allo studio e aumentano le tasse di iscrizione, dimostrando che il principio della meritocrazia di cui tanto si riempiono la bocca è riservato solo a chi ha la possibilità economica di frequentare l’Università, noi pensiamo che di merito non si può parlare se vengono a mancare gli strumenti che rendono uguali per tutti le condizioni di partenza. Non lo diciamo solo noi, lo afferma la Costituzione. Inoltre l’ accrescimento del peso dei privati all’ interno dei processi decisionali e gestionali delle Università , rende chiara l’intenzione di favorire sempre più l’ingresso degli stessi all’interno degli Atenei. I quali con il loro potere economico potranno influenzare molto facilmente un’Università a corto di fondi, piegando ai propri interessi produzione culturale e ricerca scientifica che, in questo modo perderanno il loro ruolo pubblico e finiranno per essere asserviti a momentanee esigenze di mercato. La condizione di precarietà dei ricercatori aumenta e rimane legata a contratti a tempo determinato che nn assicurano nessun futuro. La riforma Gelmini non fa altro che peggiorare le condizioni di chi l’ Università la vive ogni giorno, condannando le attuali e future generazioni che vi passeranno ad un futuo sempre più incerto».

Dopo Adana , Amburgo, Barcellona, Bucarest, Budapest, Cordoba, Dresda, Dublino, Falun, Lione, Londra, Madrid, Oviedo, Porto, Siviglia, Tartu, Francoforte e Berlino, oggi, mentre alla Camera si deciderà del futuro di questo governo, a Parigi e a Valencia gli studenti Erasmus manifesteranno per sfiduciare questo esecutivo «perchè siamo stanchi di subire decisioni calate dall’alto, senza avere la minima possibilità di un confronto, siamo stanchi di un governo che continua a tagliare il nostro avvenire, uccidendo speranze, sogni, opportunità».


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