L'arte nell'ex ospedale psichiatrico
A Rizzeddu una mostra collettiva
Sarà la prima fase di una collaborazione tra artisti e utenti dei centri di salute mentale
di Michele Spanu
SASSARI. Ancora una volta l'arte entra a Rizzeddu. Dopo le installazioni di Igino Panzino e la mostra su Chernobyl, l'ex ospedale psichiatrico ospiterà nel periodo natalizio una collettiva di otto tra i più famosi artisti sassaresi. L'intento della mostra è chiaro: riportare all'attenzione del pubblico la storia di un non-luogo per eccellenza, un edificio che per decenni ha racchiuso tra le sue mura storie, drammi e speranze invisibili ai più. Ora questo passato riemerge, ma in maniera trasfigurata, grazia a un'idea dell'Afarp, l’Associazione dei familiari per l'attuazione della riforma psichiatrica. La mostra sarà aperta a partire dal 18 dicembre sino al 20 gennaio (dalle 17.30 alle 20) nella sede dell’associazione ospitata nell’edificio “sesto donne” dell’ex ospedale psichiatrico di Rizzeddu a Sassari.
L'inaugurazione della mostra, dedicata alla vicepresidente dell’Afarp, Vanna Marongiu, scomparsa pochi mesi fa, è prevista alle ore 18 di sabato. Sono tanti gli artisti che hanno collaborato all'iniziativa: Antonio Ugo Cossu, Marco Ghisu, Pierangelo Madarese, Giuse Peitas, Sebastiano Piras, Angelo Pisuttu, Ariane Schuchardt, Francesco Zolo. Angelo Pisuttu, presidente dell'Afarp, spiega che l'associazione in futuro sarà sempre più impegnata nel settore artistico, grazie a un laboratatorio per gli utenti dei centri di salute mentale. In pratica ognuno questi artisti nei prossimi mesi seguiranno in maniera individale gli utenti dei centri di salute mentale per cercare di far scoprire a ognuno le proprie capacità artistiche.
Oltre ai quadri, ci sarà un'esposizione di oggetti realizzati nei laboratori del Dipartimento di Salute mentale e una mostra fotografica sulla struttura che ospita la sede dell’Afarp a Rizzeddu. La mostra degli oggetti realizzati nei laboratori del dipartimento di Salute mentale è l’occasione per fare un bilancio dei lavori che gli utenti dei centri di salute mentale dell’Asl di Sassari eseguono con gli operatori della Cooperativa ElleUno. Giovanni Antonio Solinas, direttore del dipartimento, sottolinea l'importanza dell'arte nel percorso riabilitativo. «Tutte le attività artistiche, in particolare il disegno e il teatro, sono fondamentali per far scoprire all'utente il proprio mondo interiore e le concrete possibilità di comunicare con gli altri, anche senza usare necessariamente le parole. Gran parte del disagio mentale è dovuto all'isolamento, e questi lavoratori sono la soluzione ideale». In altre parole, relazionarsi con gli altri può rivelarsi una medicina molto più potente degli psicofarmaci. Ed è quello che pensava anche Franco Basaglia, autore della riforma psichiatrica.
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