coscienza storica/1

All'uscita di scuola...
Cos'è il 25 aprile?

Pochi studenti conoscono il significato del giorno della Liberazione. Arrivano alle medie senza sapere nulla del fascismo
All'uscita di scuola... (foto: SassariNotizie.com)
All'uscita di scuola... (foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. Qualcuno dice che è San Marco, qualcun altro dice che è l'onomastico del cugino, altri la festa della Terra, altri ancora una ricorrenza ma non ricordano quale. E pochi, pochissimi dicono: «È la festa della Liberazione». Questo il risultato di un piccolo blitz all'uscita di una scuola media della città...Escono allegri dal cancello a piccoli gruppi: maschi con maschi, femmine con femmine, hanno dai dodici ai quindici anni e non sanno che il 25 aprile del 1945 l'Italia è stata liberata dal fascismo. Una dodicenne è convinta dell'importanza del giorno, ma forse pensa si tratti di una festa religiosa, dice infatti: «Domani qualcosa in chiesa ci sarà...» Una sua amica, l'unica, ha le idee un po' più chiare: «Non è solo un giorno di festa in cui non si va a scuola ma anche una data importante per l'Italia perché è stata la fine del fascismo». Di certo non lo ha studiato a scuola... Ma lo ha sentito a casa, glielo hanno spiegato i genitori.

Il programma scolastisco.
La coscienza civica di questi neanche adolescenti non è supportata dal programma ministeriale di storia. «Fino alla terza media si arriva alla seconda guerra mondiale, anche alla guerra fredda, per chi ci riesce - spiega un'insegnante - ma purtroppo alle elementari non si fa nulla del Novecento. E così anche a me è capitato di chiedere ai ragazzi delle prima media chi fosse Mussolini, Hitler o il fascismo. E nessuno ne aveva mai sentito parlare». Insomma il giorno della Liberazione è un'incognita per tanti ragazzi, non hanno visto un film sul fascismo o il nazismo, nulla...». Continua l'insegnante: «Secondo me bisognerebbe spiegare qualcosa anche alle scuole primarie, mentre il programma di storia finisce con i Greci e Romani. Quando ho spiegato ai ragazzi l'Olocausto per sommi capi, l'eccidio degli ebrei, sono rimasti sconvolti, qualcuno sapeva che erano stati uccisi ma non da chi e come».

Gli studenti delle superiori. Non va meglio alle superiori, i ragazzi che si incontrano per strada, zaino sulle spalle e borsa a tracolla. La maggior parte fuggono con un veloce: «Non lo so, non ricordo», ma c'è pure chi sa che è il giorno della Liberazione. Ma nulla di più: «L'ho studiato l'anno scorso - dice uno studente - per questo non ce l'ho fresco, ma è un giorno di festa».
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